All'età di cinquant'anni ogni uomo ha la faccia che si merita.- George Orwell
All'età di cinquant'anni ogni uomo ha la faccia che si merita.
Mettete un pacifista a lavorare in una fabbrica di bombe e in due mesi egli avrà ideato un nuovo tipo di bomba.
Se il Partito poteva ficcare le mani nel passato e dire di questo o quell'avvenimento che non era mai accaduto, ciò non era forse ancora più terribile della tortura o della morte?
Forse non c'è tanto bisogno e quindi desiderio di essere amati quanto di essere capiti.
Sono nuovamente colpito dal fatto che un operaio, non appena fa carriera nei sindacati o si interessa alla politica laburista, diventa, lo voglia o no, un borghese. È così: combattendo la borghesia, ne assume l'aspetto.
Se procediamo nel lavoro che abbiamo sottomano, il fine ultimo di quel lavoro diventa irrilevante, svanisce.
Gli uomini quando sono tristi si limitano a piangere sulla propria situazione. Quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose.
Non è nella natura dell'uomo avanzare sempre; essa ha i suoi andare e venire.
Uomo con troppi bisogni, uomo pronto ad ogni viltà.
Diventare uomini è un'arte.
L'uomo è una specie di stecca nel grande concerto della natura.
Non è vero che gli uomini buoni, quando diventano cattivi, siano cattivissimi. Sono pessimi attori che recitano una parte senza conoscerla.
Gli uomini si dividono in tre categorie: quelli che sono mobili, quelli che sono immobili, e quelli che si muovono.
L'uomo non è nulla più di un giunco, il più debole della natura: ma è un giunco pensante.
L'uomo è come un albero e in ogni suo inverno levita la primavera che reca nuove foglie e nuovo vigore.
L'uomo è un essere che fa rumore, cattiva musica e lascia abbaiare il cane. Solo qualche rara volta sta zitto, ma allora è morto.