Autunno, stagione sleale.- Gesualdo Bufalino
Autunno, stagione sleale.
Morire sarà, su per giù, come quando su una vetrina una saracinesca s'abbassa.
Scrivo poesie che si capiscono, devo sembrare un cavernicolo.
Del resto, previdenza e follia in me han fatto sempre tutt'uno, né ho mai rinunziato all'impossibile con la debole scusa che era, appunto, impossibile.
Fra imbecilli che vogliono cambiare tutto e mascalzoni che non vogliono cambiare niente, com'è difficile scegliere!
Se Dio esiste, chi è? Se non esiste, chi siamo?
Devi diventare bravo in una di queste due cose: seminare in primavera o chiedere l'elemosina in autunno.
Tutto è in gioco. Voi vedete più di me. Io sono nelle mie stanze, ma so che il tempo si fa sempre più grigio e torbido. Questa volta abbiamo un autunno più che mai triste.
Meglio un istante ad aprile che tutto un lungo mese in autunno.
I lunghi singhiozzi dei violini d'autunno feriscono il mio cuore d'un monotono languore.
Come un sentiero d'autunno: appena è tutto spazzato, si copre nuovamente di foglie secche.
In autunno, il rumore di una foglia che cade è assordante perché con lei precipita un anno.
Tra un uomo e una donna ciò che chiamano amore è una stagione. E se al suo sbocciare questa stagione è una festa di verde, al suo appassire è solo un mucchio di foglie marce.
L'autunno è cattivo per i sofferenti di consunzione.
Tutto ciò che accade è usuale e familiare come le rose in primavera e il raccolto in autunno.
L'amore è un fiore che sboccia dovunque, compie i suoi dolci miracoli sfidando il gelo dell'autunno e la neve dell'inverno e torna a rifiorire, turgido e fragrante durante il corso dell'anno, rendendo felice chi lo dona e chi lo riceve.