I sogni: "lavoro nero", ma non pagato, della ragione.- Gesualdo Bufalino
I sogni: "lavoro nero", ma non pagato, della ragione.
Morire. Non fosse che per fregare l'insonnia.
E se fossimo solo il Suo peccato originale, l'infrazione, la mela che non doveva mangiare?
Tutti al mondo sono poeti, perfino i poeti.
Diffidate degli ottimisti, sono la claque di Dio.
Due infelicità, sommate, possono fare una felicità.
Dimostrerò nero su bianco di essere eticamente superiore agli altri protagonisti della politica europea.
Cancellami dal libro della vita, iscrivimi nel libro nero della morte, ammettimi alla nona porta. E così sia.
L'equazione calzante è sapere=potere=energia=materia=massa; una buona libreria non è altro che un buco nero distinto e istruito.
Pulci giganti ammantate di mistero mi hanno dato un buon lavoro e mi pagano anche in nero.
Se era lì dentro, ci resterà per sempre.
Dalla grotta escono lunghi singhiozzi. (Il viola sul rosso). Il gitano rievoca paesi remoti. (Torri alte e uomini misteriosi). Nella voce rotta vanno i suoi occhi. (Il nero sul rosso). E la grotta imbiancata trema nell'oro. (Il bianco sul rosso).
Prima di Elvis il mondo era in bianco e nero. Poi è arrivato... ed ecco un grandioso technicolor.
Guagliò, ma che te ne fotte?! E quando good good cchiù nero da notte nun può venì!
Ho due regole da ricordare. Prima: è inutile mettere il freno quando sei al rovescio. Seconda: se le cose sembrano scure, finiscono con il diventar nere.
Dentro di noi c'è un libro bianco e nero che io mi fermo a leggere ogni tanto quando non son sicuro del sentiero, perché è lì che è scritto tutto quanto!