Essere non comporta necessariamente l'esistere: Dio non esiste ma è.- Gesualdo Bufalino
Essere non comporta necessariamente l'esistere: Dio non esiste ma è.
Non c'è scrittore che non somigli al serpente dell'Eden. Solo che spesso la mela è marcia.
E se fossimo solo il Suo peccato originale, l'infrazione, la mela che non doveva mangiare?
Solo negli empi sopravvive oggigiorno la passione per il divino. Nessun altro si salverà.
L'amore, nella maggior parte dei casi, è soltanto un prestito con cauzione.
È più facile amare gli altri che sé. Degli altri si conosce il meglio.
Perché Dio è l'essere perfettissimo? Perché se fosse imperfettissimo sarebbe mio cugino Gustavo.
Preferisco non avere un Dio, che averne uno malvagio.
Credo che a volte, quando non riusciamo a discernere bene la nostra strada lungo vie del tutto ignote, Dio ci guida finché tutto non torna a schiarirsi e a ridivenire luminoso.
Mi sto sforzando di vedere Dio attraverso il servizio dell'umanità, perché so che Dio non è né in cielo, né sottoterra, ma in ognuno di noi.
Per me, è molto importante essere un non credente, vivere in un mondo in cui non ci sia Dio. Stare nel caos, evitando la consolazione.
Dio, gigantesco eufemismo.
Dio non è mai così in collera come quando si attenta ai diritti divini, ai privilegi, alle proprietà, alle immunità dei suoi preti.
Io sono decisamente antimorte. Dio sembra essere sotto ogni profilo promorte. Non vedo come potremmo andare d'accordo sulla questione, lui e io.
Dio: una malattia dalla quale ci si crede guariti perché non ne muore più nessuno.
A me non han fatto mai meraviglia certi peccatori moribondi, che reclamano Dio prima di chiuder gli occhi alla luce. Lo spirito moderno è profondamente malato, e invoca Dio come un moribondo pentito. Mi fa bensì meraviglia che si chiami Dio quel che in fondo è buio pesto.