Pregare, altro vizio solitario.- Gesualdo Bufalino
Pregare, altro vizio solitario.
Il traduttore è con evidenza l'unico autentico lettore di un testo. Certo più d'ogni critico, forse più dello stesso autore. Poiché d'un testo il critico è solamente il corteggiatore volante, l'autore il padre e marito, mentre il traduttore è l'amante.
L'amore: un sentimento inventato. Ciò che conta è il gioco della seduzione, il rituale di piacere a qualcuno.
Sociologo è colui che va alla partita di calcio per guardare gli spettatori.
Morire è facile, prima o poi ci riescono tutti.
Psicoanalisi. Dietrologia che spiega i rimossi dell'analista assai più che del paziente.
Nessun vizio, però, è connaturale all'uomo, mentre lo è la virtù.
Usando amore per le persone e odio per i vizi.
Nel crimine c'è dell'eroismo, come nella virtù. Il vizio e l'infamia hanno i propri altari e la propria religione.
Un vecchio non ha più vizi, sono i vizi che hanno lui.
Vi sono difetti che preservano da alcuni vizi più gravi, così come, in tempo di peste, i malati di febbre quartana si salvano dal contagio.
Ci sono dei vizi che vivono in noi soltanto per mezzo degli altri e che, tagliando il tronco, si tolgono via come rami.
I vizi si insinuano più facilmente attraverso i piaceri.
Tutto al bene fluisce: dove non può la virtù, giova il vizio.
Ciò che è crimine per la moltitudine, è solo vizio per i pochi.
Non sono l'apostolo del vizio, ma qualunque nobile dolore desta un'eco nel mio cuore.