Solo l'infelicità è degli uomini, la disperazione è di Dio.- Gesualdo Bufalino
Solo l'infelicità è degli uomini, la disperazione è di Dio.
In alternativa al suicidio, che esige qualche virtù manuale e morale di difficile uso, ammutinarsi contro la vita.
Morire sarà, su per giù, come quando su una vetrina una saracinesca s'abbassa.
In ogni bestia folgorata da un fucile in un sottobosco si ritorna a punire l'innocenza di Gesù Cristo.
Riconosco per mio solo ciò che ho scritto con inchiostro simpatico.
Fra imbecilli che vogliono cambiare tutto e mascalzoni che non vogliono cambiare niente, com'è difficile scegliere!
La disperazione è un narcotico: culla l'anima nell'indifferenza.
Ma che paese è questo dove gli unici che hanno ancora qualche speranza vengono chiamati disperati?
I ritorni sono un susseguirsi di speranze velate di disperazione.
Nei miei personaggi non c'è un reale pentimento ma c'è la desolazione, la disperazione in certi casi, e comunque un rimanere attonito di fronte alla manifestazione dei propri difetti.
I miei insuccessi, la mia disperazione, la mia ignoranza e le mie incapacità sono il buio in cui io sono stato seminato allo scopo di maturare.
Se c'è un peccato contro la vita, non è tanto disperarne, quanto sperare in un'altra vita, e sottrarsi all'implacabile grandezza di questa.
La disperazione è il dolore dei deboli.
L'uomo vuole sempre sperare. Anche quando è convinto di essere disperato.
In breve, la disperazione cerca il proprio ambiente così infallibilmente come l'acqua cerca il proprio livello.
Sapere in quale parte del corpo portare l'attenzione e come respirare, annulla all'istante l'effetto della disperazione.