Vivere in incognito, come Dio.- Gesualdo Bufalino
Vivere in incognito, come Dio.
La parola è una chiave, ma il silenzio è un grimaldello.
La gaffe della creazione. A meno che non si trattasse di un gesto pubblicitario.
Conviene a chi nasce molta oculatezza nella scelta del luogo, dell'anno, dei genitori.
Fra imbecilli che vogliono cambiare tutto e mascalzoni che non vogliono cambiare niente, com'è difficile scegliere!
Abituarsi a guardare la vita come una cosa d'altri, rubata per scherzo, da restituire domani. Convincersi ch'è uno sbaraglio per temerari, che la precauzione suprema è morire.
Dio è il sommo Sé. Egli è intocco dalle pene della vita, dalle azioni e dalle loro Conseguenze.
Dio è l'ombra della coscienza proiettata sul campo dell'immaginazione.
Il limite di Dio è la sua onnipotenza: qualunque cosa faccia, poteva farla meglio.
Dio ha creato gli uomini. Prima o poi ci riproverà.
Mi è stato più facile pensare un mondo senza creatore, che un creatore pieno di tutte le contraddizioni del mondo.
Forse Dio ha lanciato i dadi una volta di troppo e così ci ha fregati tutti.
Ci sono alcuni dei quali non bisogna dire che temono Dio, ma piuttosto che ne hanno paura.
Grassa pigrizia quella per cui si chiama Dio tutto ciò che non si riesce a spiegare. Dio sarebbe la somma della nostra ignoranza?
Anche le libere, graziose, festose farfalle sono colpite dalla malattia che quando visita noi, chiamiamo: cancro. Non c'è nemmeno un angolo del creato in cui non si mostri la grandezza e la bontà del creatore.
Se Dio vuole i peccati, allora è lui che li commette; se non li vuole, essi vengono tuttavia commessi. Quindi o egli è imprevidente o impotente, oppure è crudele, perché o non sa o trascura di compiere quello che vuole.