Chi sa ridere è padrone del mondo.- Giacomo Leopardi
Chi sa ridere è padrone del mondo.
La modestia, e lo stimarsi da non molto, e il credere intimamente e sinceramente di non aver conseguito tutto quel merito che si potrebbe e dovrebbe conseguire, questi dico sono segni e distintivi dell'uomo grande, o certo sono qualità inseparabili da lui.
Una poesia ragionevole è lo stesso che dire una bestia ragionevole.
L'animo umano è sempre ingannato nelle sue speranze, e sempre ingannabile: sempre deluso dalla speranza medesima, e sempre capace di esserlo: aperto non solo, ma posseduto dalla speranza nell'atto stesso dell'ultima disperazione.
Non v'è infelicità umana la quale non possa crescere. Bensì trovasi un termine a quello medesimo che si chiama felicità.
Tutto è amor proprio nell'uomo e in qualunque vivente. Amabile non pare e non è, se non quegli che lusinga, giova etc. l'amor proprio degli altri.
Occorre ridere soprattutto di noi stessi.
Tanto l'uomo è gradito e fa fortuna nella conversazione e nella vita, quanto ei sa ridere.
Chi ride è malvagio solo per chi crede in ciò di cui si ride.
Credo nel potere del riso e delle lacrime come antidoto all'odio e al terrore.
Per ogni risata, ci dovrebbe essere una lacrima.
Cani che abbaiano talora mordono. Uomini che ridono non sparano mai.
A che scopo dobbiamo vivere, se non per essere presi in giro dai nostri vicini e ridere di loro a nostra volta?
La più perduta di tutte le giornate è quella in cui non si è riso.
A volte penso che nel momento in cui uno ride, quello sia veramente un momento in cui si aprono le porte della percezione e l'Eternità entra in noi.
Ridere di sé è facile, ridere del mondo un po' meno. Ridere, ridere solamente, impossibile.