I poveri sono le brioches dell'anima.- Giorgio Manganelli
I poveri sono le brioches dell'anima.
Lo scrittore deve adescare, non deve raccontare niente, non ha nessun compito di trasmettere verità.
Un linguaggio è un gigantesco "come se".
In definitiva, ha qualcosa da insegnare solo chi non vuole insegnare.
La letteratura non è espressione, ma provocazione.
Letteratura. Quando getta via la propria anima trova il proprio destino.
Povero non è chi possiede poco, ma chi desidera di più.
Di chi è meglio che sia piena la città: di ricchi, che coi loro mezzi aiutano sé e gli altri, o di poveri, che né a sé né agli altri sono di aiuto?
La vita è una cella un po' fuori dall'ordinario, più uno è povero più si restringono i metri quadrati a sua disposizione.
La vera tragedia dei poveri è che non si possono permettere altro che l'abnegazione. I bei peccati, come tutte le cose belle, sono privilegio dei ricchi.
Oggi casa povera è il mondo intero, che ha tanto bisogno di Dio!
I ricchi sono mortalmente tenuti ad essere probi; i poveri, no.
Perché tanta gente dovrebbe essere ridotta a tanta povertà per il bene di così pochi? La Società avrà dunque per scopo puntuale quello di liberare il lavoratore dalla sua miseria.
Solo chi ama conosce. Povero chi non ama!
Così facilmente s'acquisterebbe il vivere, se il desio di accumulare denari non impoverisse gli altri.
Nulla è scandaloso quanto gli stracci e nessun crimine è vergognoso quanto la povertà.