I poveri sono le brioches dell'anima.- Giorgio Manganelli
I poveri sono le brioches dell'anima.
Nello psicoanalista c'è una strana mescolanza del fool e del prete, direi del vescovo e del ciarlatano.
Lo scrittore è colui che è sommamente, eroicamente incompetente di letteratura.
L'ebreo è esule: e noi crediamo di non esserlo?
L'importante è proporre delle ipotesi. Nessuna attività è più nobile di questa, più degna dell'uomo.
Lo scrittore sceglie in primo luogo di essere inutile.
La povertà da sola non è [...] in grado di protestare.
Nessuna società può essere felice se la sua maggior parte è povera e miserabile.
La sola cosa che può consolare della povertà è la stravaganza.
Per ogni povero che impallidisce di fame, c'è un ricco che impallidisce di paura.
I poveri sono i negri d'Europa.
Niente costa tanto caro come essere poveri.
Io amo i poveri, e soffrirei in un mondo senza poveri; i poveri sono le brioches dell'anima.
I ricchi non possono vivere su un'isola circondata da un oceano di povertà. Noi respiriamo tutti la stessa aria. Bisogna dare a tutti una possibilità.
C'è una povertà in questo tipo di vita, una povertà diversa da quella materiale di una volta. Una povertà interiore che, più che far paura, umilia. Umilia la grande ricchezza, la grande potenzialità che c'è in ognuno di noi.
La ricchezza dei poveri è rappresentata dai loro figli, quella dei ricchi dai loro genitori.