Al servo pazienza, al padrone prudenza.- Giovanni Verga
Al servo pazienza, al padrone prudenza.
Lo sfortunato ha i giorni lunghi.
Certuni non sanno star soli neppure in paradiso.
Tenevamo gli occhi fissi nel cielo, e mi pareva che le anime nostre si parlassero attraverso l'epidermide delle nostre mani e si abbracciassero nei nostri sguardi che s'incontravano nelle stelle.
Al giorno che promise si conosce il buon pagatore.
Oggi non si ha più riguardo a nessuno. Dicono che chi ha più denari, quello ha ragione.
Per i registi è difficile essere pazienti.
Se vi capita di essere uno della minoranza impaziente che può fare un lavoro creativo, non forzate mai un'idea, la farete abortire se lo fai. Siate pazienti e la darete alla luce quando i tempi sono maturi. Imparate ad aspettare.
Dobbiamo avere pazienza con noi stessi: e che la nostra parte superiore sopporti il disordine della nostra parte inferiore.
La bellezza dell'estasi orrorifica consolida l'orrore estatico in una metafisica pazienza: quando morirò vivrò nei miei romanzi.
Non c'è forza paragonabile alla pazienza, proprio come non c'è afflizione peggiore dell'odio.
È duro ma diventa più leggero grazie alla pazienza tutto ciò che non è lecito cambiare.
La pazienza evangelica non è indifferenza al male. Di fronte alla zizzania presente nel mondo il discepolo del Signore è chiamato a imitare la pazienza di Dio, alimentare la speranza con il sostegno di una incrollabile fiducia nella vittoria finale del bene, cioè di Dio.
L'effetto della pazienza è quello di possedere bene la propria anima; e quanto più la pazienza è perfetta, tanto più il possesso dell'anima diviene completo ed eccellente.
La pazienza è la più grande delle preghiere.