Mens sana in corpore sano.- Decimo Giunio Giovenale
Mens sana in corpore sano.
Il popolino ormai chiede a gran voce solo due cose: pane e divertimenti.
Niente è più temibile di una donna che ha subìto l'onta di essere respinta.
Nulla è più insopportabile di una donna ricca.
L'avarizia è un vizio che può trarre in inganno perché all'inizio assume l'aspetto di una virtù.
La critica è indulgente coi corvi e si accanisce con le colombe.
È strano come a volte, quando la mente si allea con il buio, abbia la capacità di catalizzare i brutti ricordi e farli diventare incubi.
Una mente troppo attiva non è affatto una mente.
Gli uomini non buoni temono sempre che altri non operi contro di loro quello che pare loro meritare.
I più potenti controllori mentali del mondo sono i genitori, e sono anche quelli che fanno più danno.
Gli uomini credono che le loro menti dominino la lingua; ma avviene che è la lingua a governare le loro menti.
Mente, che spazia In corpo fral, non cape i sensi eletti Di chi nel centro del saper si sazia.
È la mente che fa l'uomo, e la nostra forza è nella nostra anima immortale.
Superare un limite, un confine stabilito, prima che coraggio, è disciplina, esperienza, aiuto della scienza, della medicina, della fisiologia, della psicologia. Solo concentrando nel corpo e nella mente queste cose si può diventare padroni dell'estremo.
Or vedi che la mente che frugavaE rendeva manifesti tutti i segretiDella Natura giace prostrata,Prigioniera della notte.
I forcipi della tua mente sono confusi e schiacciano un po' la verità nell'afferrarla.