La nobiltà è la sola e unica virtù.- Decimo Giunio Giovenale
La nobiltà è la sola e unica virtù.
Una moglie perfetta, bella, elegante, ricca, feconda, di buona famiglia e di ottima moralità, ammesso che esista, sarebbe insopportabile per chiunque. Quale nobiltà, quale bellezza, quale virtù valgono tanto da sentirsele rinfacciate di continuo?
Se vuoi gustare veramente un piacere, conceditelo di rado.
Che cosa farò a Roma? Non so mentire.
Nessun colpevole può essere assolto dal tribunale della sua coscienza.
A Roma tutto ha un prezzo.
Nessuna cosa maggiormente dimostra la grandezza e la potenza dell'umano intelletto, nè l'altezza e nobiltà dell'uomo, che il poter l'uomo conoscere e fortemente sentire la sua piccolezza.
Chi è nobile? Chi dalla natura è stato ben disposto alla virtù.
La sola nobiltà che da molti si conosca è l'alterigia e l'arroganza.
La nobiltà implica degli obblighi.
L'esercito è la vera nobiltà del nostro Paese.
Lasciate che vi dica una cosa. Non c'è nobiltà nella povertà. Sono stato un uomo povero, e sono stato un uomo ricco. E scelgo di essere ricco tutta la vita, dannazione!
È un gran vantaggio la nobiltà, perché a partire dai diciotto anni mette un uomo sul candeliere, lo rende conosciuto, rispettato: cose che un altro potrebbe ottenere con i suoi meriti solo a cinquant'anni. Sono trent'anni guadagnati senza fatica.
Mentre l'uomo nobile vive con fiducia e schiettezza davanti a se stesso, l'uomo del ressentiment non è né schietto né ingenuo né onesto e franco con se stesso.
L'anima nobile si fa un alimento di quelle cose che per l'essere volgare sono veleno.
En gentilezza[2] non per accidente. Quel' è gentil che per sé sa valere, E non per sangue de l'antica gente.