Che cosa farò a Roma? Non so mentire.- Decimo Giunio Giovenale
Che cosa farò a Roma? Non so mentire.
Far cigolare i letti altrui è un'abitudine che si perde nella notte dei tempi.
Quello di essere poveri e di voler vivere da ricchi è un vizio molto diffuso.
L'odore dei soldi è buono, qualunque sia la loro provenienza.
Finché la suocera è in vita, la pace domestica è fuori discussione.
Letto negato al sonno, dalle donne dannato a sanguinose incessanti logomachie il letto coniugale.
Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi.
E' insensato andare a Roma se non si possiede la convinzione di tornare a Roma.
A Parigi, nel momento in cui si decide di andare a Roma, bisognerebbe stabilire di andare al museo un giorno sì e uno no: si abituerebbe l'anima a sentire la bellezza.
O Roma, o Orte.
Mentre a Roma si discute, Sagunto è presa.
Che cosa, migliore di Roma?
Roma è una polenta molle.
Stare a Roma e non far mai una passeggiata a piedi, sarebbe, mi sembra, poco divertente.
Non attribuiamo i guai di Roma all'eccesso di popolazione. Quando i romani erano solo due, uno uccise l'altro.