Che cosa farò a Roma? Non so mentire.- Decimo Giunio Giovenale
Che cosa farò a Roma? Non so mentire.
Il bambino ha diritto al più grande rispetto.
La critica è indulgente coi corvi e si accanisce con le colombe.
Coloro per i quali l'unica gioia consiste nel mangiare possono dare soltanto quell'unico, bestiale significato alla propria esistenza.
Solo la morte rivela quale misera cosa siano i corpi degli uomini.
Il bambino ha diritto a tutto il rispetto.
La potenza romana poggia sui costumi e gli uomini antichi.
Vivo a Roma che è una bellissima città ma è grandissima. Faccio una vita programmata al minuto e non ero abituata. Lecce è una città molto più piccola e gestibile.
Roma è la capitale della storia, della cultura, della religione; Roma è l'Italia.
Roma sta bruciando, e il problema non sono quelli che hanno appiccato il fuoco. Quelli sono irrecuperabili. Il problema siamo noi, tutti noi, che non facciamo niente, che manovriamo per restare ai margini delle fiamme.
Roma è un sogno che la Chiesa tenacemente custodisce.
E' insensato andare a Roma se non si possiede la convinzione di tornare a Roma.
A Roma tutto ha un prezzo.
Roma è una città singolare. Disconosce i meriti dei suoi abitanti ed è pronta ad apprezzare virtù che non hanno.
Dopo la Roma dei Cesari, dopo quella dei Papi, c'è oggi una Roma, quella fascista, la quale con la simultaneità dell'antico e del moderno, si impone all'ammirazione del mondo.
La lampada accesa è il simbolo di Roma eterna, Virgilio ne è l'anima vigile e operante.