Che cosa farò a Roma? Non so mentire.- Decimo Giunio Giovenale
Che cosa farò a Roma? Non so mentire.
Si deve conoscere la propria misura.
Questo bisogna chiedere nelle preghiere: una mente sana in un corpo sano.
La nobiltà è la sola e unica virtù.
Tutti desiderano possedere la conoscenza, ma relativamente pochi sono disposti a pagarne il prezzo.
A Roma tutto ha a un prezzo.
Roma ha l'osteria, luogo popolaresco, un po' buio, bonario, con tavole di marmo, boccali di vino, belle insegne rossastre con le scritte: «Vino dei Castelli a tanto il litro».
Stare a Roma e non far mai una passeggiata a piedi, sarebbe, mi sembra, poco divertente.
Vivere a Roma è un modo di perdere la vita.
Quando sono arrivato a Roma sono rimasto molto impressionato da due cose: dal Colosseo e dalla cameriera della mia stanza d'albergo. Tutt'e due avevano una struttura incredibile.
Roma è un sogno che la Chiesa tenacemente custodisce.
A Roma ci siamo e ci resteremo.
Solo a Roma ci si può preparare a comprendere Roma.
A Londra, tranne il Papa, c'è tutto. A Roma, tranne tutto, c'è il Papa.
Roma può darti tante e tali donne che puoi ben dire: «Ciò ch'è bello al mondo è tutto qui».