Che cosa farò a Roma? Non so mentire.- Decimo Giunio Giovenale
Che cosa farò a Roma? Non so mentire.
Spesso si è indulgenti nei confronti dei corvi e si condannano le colombe.
A Roma tutto ha un prezzo.
Far cigolare i letti altrui è un'abitudine che si perde nella notte dei tempi.
Al fanciullo si deve il massimo rispetto.
Il bambino ha diritto a tutto il rispetto.
A Roma tutto ha a un prezzo.
Una città che, partita da modestissimi inizi, è tanto cresciuta da essere ormai oppressa dalla sua stessa grandezza.
Di Roma amo i ristoranti, le chiese e il modo naturale degli italiani di vivere la religione.
Il teatro è un po' come partire ogni anno per un piccolo servizio militare: mi piace fare uno spettacolo che rimanga di alta qualità nel corso di tutte le repliche, da Roma fino all'ultima provincia del nostro paese.
Si trovano a Roma vestigia di una magnificenza e di uno sfacelo tali, che superano l'una e l'altro, la nostra immaginazione.
La tenaglia del colonnato di San Pietro, pronta a mordere la città di Roma.
Roma dovrebbe occuparsi di arte e lasciare perdere gli abiti. Troppa volgarità. Delle donne eleganti di un tempo non c'è più traccia. Colpa della tv e dei suoi modelli-velina.
Roma, ne l'aer tuo lancio l'anima altera volante: accogli, o Roma, e avvolgi l'anima mia di luce.
La grande Roma deve essere quella d'un tempo: il centro della cultura mondiale, e il Vaticano sarà il ghetto del cattolicesimo.
A Londra, tranne il Papa, c'è tutto. A Roma, tranne tutto, c'è il Papa.