Si deve conoscere la propria misura.- Decimo Giunio Giovenale
Si deve conoscere la propria misura.
Niente è più temibile di una donna che ha subìto l'onta di essere respinta.
Che cosa farò a Roma? Non so mentire.
Il denaro si piange con un dolore più profondo di quello per gli amici o i parenti.
La pena più tremenda è portare in cuore, notte e giorno, il testimone delle proprie colpe.
Felice è solo colui che non desidera nulla.
Per comunicare il massimo è necessario usare il minor numero di parole possibili, e non il contrario.
Dovremmo sempre comportarci in maniera equa, non solo con coloro che sono giusti con noi, ma anche con coloro che preferiscono ferirci; e questo per il timore che, rispondendo al male col male, si possa cadere nello stesso vizio.
I savi si sbagliano quando offrono alle passioni la quiete: le passioni ne sono nemiche. Essi vantano i pregi della moderazione a chi è nato per l'azione e una vita tumultuosa. Che cosa importa ad un malato della squisitezza di un banchetto che gli fa nausea?
Un grammo di realtà pura basta a chi sa vedere.
Conoscere la misura di ciò che è abbastanza è la vera ricchezza.
Poco e buono, dice el proverbio; è impossibile che chi dice o scrive molte cose non vi metta di molta borra, ma le poche possono essere tutte bene digeste e stringate; però sarebbe forse stato meglio scerre di questi ricordi uno fiore che accumulare tanta materia.
Nessun impero violento durò a lungo: solo quello che è moderato resiste al tempo.
Montalbano è meteoropatico, come molti siciliani. Le stagioni oggi hanno perso la strada, una volta erano gente d'onore, si presentavano in modo appropriato. Non c'erano inverni caldi, ma moderati.
Né la società, né l'uomo, né ogni altra cosa per essere buona deve eccedere i limiti stabiliti dalla natura.
Se i nostri maggiori partiti non sanno dove sono i confini della decenzae dell'accettazione, allora siamo già persi.