Roma è un sogno che la Chiesa tenacemente custodisce.- Leo Longanesi
Roma è un sogno che la Chiesa tenacemente custodisce.
I ricordi sono come i sogni: si interpretano.
Non è necessario esser dei geni; ci si può accontentare di una mediocrità, tanto mediocre, da star fuori del comune.
Non capisce, ma non capisce con grande autorità e competenza.
Vissero infelici perché costava meno.
La nostra ricchezza è il disordine, che poi è anche la nostra miseria.
Roma è la più stupida e prosaica delle città che conosco, senza spazio per chiunque abbia una testa o un cuore.
Dopo la Roma dei Cesari, dopo quella dei Papi, c'è oggi una Roma, quella fascista, la quale con la simultaneità dell'antico e del moderno, si impone all'ammirazione del mondo.
Grazie Roma, che ci fai piangere e abbracciati ancora. Grazie Roma, grazie Roma, che ci fai vivere e sentire ancora una persona nuova.
Vivere a Roma è un modo di perdere la vita.
Sono un cittadino di Roma.
Roma ha parlato, la causa è finita.
Che i romani non temano di produr troppo, e rammentino ciò che inculcava il nostro Genovesi: che un popolo abbondante in grano, vigne ed olivi è da natura costituito creditore degli altri.
A Roma tutto ha a un prezzo.
Roma, città fortunata, invincibile e eterna.
Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi.