Roma è un sogno che la Chiesa tenacemente custodisce.- Leo Longanesi
Roma è un sogno che la Chiesa tenacemente custodisce.
Il moderno invecchia. Il vecchio torna di moda.
Ogni forma di educazione è un atto di arbitrio.
L'italiano: totalitario in cucina, democratico in Parlamento, cattolico a letto, comunista in fabbrica.
Per il borghese lo stato non esiste: esistono solo le tasse da pagare.
Chi rompe non paga e si siede al governo.
C'è stato un sogno una volta che era Roma lo si poteva soltanto sussurrare, ogni cosa più forte di un sospiro l'avrebbe fatto svanire, era così fragile. Io temo che non sopravviverà all'inverno.
Di Roma amo i ristoranti, le chiese e il modo naturale degli italiani di vivere la religione.
Sono un cittadino di Roma.
Sono nata a Hollywood, sono cresciuta a Parigi, ma è solo a Roma che sento come la «mia» città.
Parigi ha l'eleganza delle armonie e della grandeur, Londra ha l'eleganza della classe e del prestigio, Roma ha l'eleganza dell'umanità e della storia. Ogni città ha la sua eleganza. Anche Milano: ha l'eleganza della sobrietà, della discrezione, della solidità.
Dopo la Roma dei Cesari, dopo quella dei Papi, c'è oggi una Roma, quella fascista, la quale con la simultaneità dell'antico e del moderno, si impone all'ammirazione del mondo.
Stare a Roma e non far mai una passeggiata a piedi, sarebbe, mi sembra, poco divertente.
In una città grande come questa o ci sei nata o non puoi viverci.
Roma sta bruciando, e il problema non sono quelli che hanno appiccato il fuoco. Quelli sono irrecuperabili. Il problema siamo noi, tutti noi, che non facciamo niente, che manovriamo per restare ai margini delle fiamme.
Roma è l'esempio di ciò che accade quando i monumenti di una città durano troppo a lungo.