Il moderno invecchia. Il vecchio torna di moda.- Leo Longanesi
Il moderno invecchia. Il vecchio torna di moda.
I ricordi sono come i sogni: si interpretano.
Solo un cretino è pieno di idee.
È meglio assumere un sottosegretario che una responsabilità.
È così egocentrico che se va a un matrimonio vorrebbe essere la sposa e a un funerale il morto.
Per il borghese lo stato non esiste: esistono solo le tasse da pagare.
La modernità nasce su due paradigmi. La singolarizzazione, cioè l'individuo in sé e il funzionalismo.
Tutti quelli che esaltano il frastuono dei mass media, il sorriso imbecille della pubblicità, l'oblio della natura, l'indiscrezione innalzata al rango di virtù, li si deve chiamare: collaborazionisti della modernità.
La modernità si è compiaciuta di mostrare che il dono gratuito è uno degli eventi più rari nella vita umana.
I moderni veri sono costretti a essere antimodernisti.
Non possiamo fermare la modernità, ma non possiamo nemmeno subirla in modo passivo.
L'operaio di una città moderna usufruisce, oggi, di un benessere materiale superiore a quello di un nobile dei secoli scorsi.
Sono solo i moderni a diventare sorpassati.
La modernità risolve i suoi problemi con soluzioni ancora peggiori dei problemi.
La modernità non sfugge alla tentazione di identificare il permesso con il possibile.