Il moderno invecchia. Il vecchio torna di moda.- Leo Longanesi
Il moderno invecchia. Il vecchio torna di moda.
In Italia, tutti sono estremisti per prudenza.
Un anno passa rapido, un mese mai.
Esistono tipi che assumono una personalità soltanto al telefono.
L'Antico Testamento poggiava sulla parentela di sangue; il Nuovo sulla parentela di fede. La "coesistenza" è tutta qui.
Non capisce, ma non capisce con grande autorità e competenza.
La tua modernità sta tutta nel senso dell'irrazionale.
L'unica cosa che valga la pena di fare, oggi, è l'essere moderni.
L'usanza comune a molti letterati di disprezzare il mondo moderno è una maniera dissimulata di presumersi degni di un altro migliore.
La modernità si è compiaciuta di mostrare che il dono gratuito è uno degli eventi più rari nella vita umana.
Il papa ha detto: "La risposta alla modernità è Cristo". Ora, io ho 44 anni e molto modestamente ho imparato una cosa nella mia vita: se la risposta è Cristo, la domanda è sbagliata.
Non possiamo fermare la modernità, ma non possiamo nemmeno subirla in modo passivo.
La modernità nasce su due paradigmi. La singolarizzazione, cioè l'individuo in sé e il funzionalismo.
Sono solo i moderni a diventare sorpassati.
Tutti quelli che esaltano il frastuono dei mass media, il sorriso imbecille della pubblicità, l'oblio della natura, l'indiscrezione innalzata al rango di virtù, li si deve chiamare: collaborazionisti della modernità.