L'Italia: una basilica che diventa una casa popolare.- Leo Longanesi
L'Italia: una basilica che diventa una casa popolare.
Tutte le rivoluzioni cominciano per strada e finiscono a tavola.
La carne in scatola americana la mangio, ma le ideologie che l'accompagnano le lascio sul piatto.
Un vero giornalista spiega benissimo quello che non sa.
Non datemi consigli! So sbagliare da solo.
Il napoletano non chiede l'elemosina, ve la suggerisce.
L'italiano, le leggi, le subisce, non le rispetta.
L'Italia è il paese dei furbi. Ieri ero a Roma, sono salito su un autobus e ho timbrato il biglietto: tlic tlac. Il guidatore si è girato e ha detto: "C. è 'sto rumore?".
L'Italia sta in piedi perché non sa da che parte cadere.
Gli italiani fabbricano porte magnifiche ma se desideri tener fuori il prossimo usa un lucchetto americano.
La parola Italia è una espressione geografica, una qualificazione che riguarda la lingua, ma che non ha il valore politico che gli sforzi degli ideologi rivoluzionari tendono ad imprimerle.
In Sudamerica il condono fiscale si fa dopo il golpe; in Italia prima delle elezioni; ma invertendo i fattori il prodotto non cambia: il condono fiscale è comunque una forma di prelievo fuori legge.
L'Italia legale, dall'industria all'università, dalla cultura alla politica, era un immenso bacino geografico di ladrocinii. Si falsificava la vita in tutta omertà per meglio depredarla, asservirla, depistarla.
Ormai è consenso comune che il popolo italiano non legge i giornali, li ripassa; ch'egli non sa che farne degli articoli di fondo, poiché gli basta il notiziario.
Questa è l'Italia sacra agli Dei.
Ho smesso di credere all'utilità di una Storia scritta al di fuori di tutti i circuiti della politica e della cultura tradizionali. Anzi, ad essere sincero sino in fondo, ho smesso di credere all'Italia.