L'Italia: una basilica che diventa una casa popolare.- Leo Longanesi
L'Italia: una basilica che diventa una casa popolare.
Un vero giornalista: spiega benissimo quello che non sa.
I filosofi è cosa strana, non capiscono nulla di arte, mentre gli artisti capiscono assai di filosofia: segno è che l'arte è anche filosofia, ma la filosofia non è arte.
Non datemi consigli! So sbagliare da solo.
Non pagare i debiti, ma versare grosse lagrime di acconto ai creditori.
Che cosa fa il papa? Si domandano alcuni. "Che cosa può fare il papa", rispondono altri. Nessuno pensa che il papa ha troppe cose da perdere per essere un vero papa.
Gli italiani, generosissimi in tutto, non sono generosi quando si tratta di pensare.
Quando parte il Giro d'Italia dentro di me succede sempre qualcosa di particolare.
L'Italia è la patria dei tuttologi: tutti pretendono di dire la loro su tutto, anche se non hanno una competenza specifica sull'argomento.
La Corea che ha il 75% del territorio fatto di montagne ed è in un luogo scomodo del mondo è diventato la decima economia del mondo. Pensi se non credo nell'Italia.
L'italiano non lavora, fatica.
Se in America il giornalismo è il cane da guardia del potere, in Italia è il cane da compagnia. O da riporto.
Forse uno dei guai dell'Italia è proprio questo, di avere per capitale una città sproporzionata per nome e per storia, alla modestia di un Popolo che quando grida "forza Roma" allude solo ad una squadra di calcio.
D'Italica forza possente sia la stirpe di Roma.
L'italiani sono di simulato sospiro.
L'ora è venuta di tentare tutte le rivoluzioni per liberare il popolo italiano da tutti i pesi morti e da tutti i ceppi (matrimonio e famiglia cattolica soffocatrice, pedantismo professorale, elettoralismo, mentalità pessimistica, provinciale, mediocrista e quietista).