L'Italia: una basilica che diventa una casa popolare.- Leo Longanesi
L'Italia: una basilica che diventa una casa popolare.
Vissero infelici perché costava meno.
Il paradosso è il lusso delle persone di spirito, la verità è il luogo comune dei mediocri.
La miseria italiana è la grande scusa che permette al governo di gettar via denari.
Il facile è difficilissimo. Il semplice è complicatissimo.
Non disturbate il cretino che lavora!
I giapponesi dicono che siamo una nazione di stupidi, il «Figaro Magazine» che siamo dei casanova. Non hanno capito niente. Noi siamo la nazione del ma.
Adoro l'Italia perché non è pretenziosa come la Francia e ogni volta che ci vado sono accolta da folle enormi e calorose.
Non è vero che in Italia non esiste giustizia. È invece vero che non bisogna mai chiederla al giudice, bensì al deputato, al ministro, al giornalista, all'avvocato influente. La cosa si può trovare: l'indirizzo è sbagliato.
Fra 30 anni l'Italia non sarà come l'avranno fatta i governi, ma come l'avrà fatta la TV.
L'Italia, un paese adorabile che meriterebbe d'essere meglio abitato.
L'Italia sta in piedi solo perché non sa da che parte cadere.
La nostra unità richiede pluralismo, sussidiarietà. Questo vale per l'Italia e anche per l'Europa.
In Italia il successo non è proporzionale alla qualità. Un tronista risulta più popolare di un attore che fa il suo mestiere da trent'anni. Questa è conosciuta come fenomenologia, di cui il nostro Paese è ghiotto.
In Italia non si può ottenere nulla per le vie legali, nemmeno le cose legali. Anche queste si hanno per via illecita: favore, raccomandazione, pressione, ricatto ecc.
Gli italiani sono un popolo di sedentari. Chi fa carriera ottiene una poltrona.