L'italiano non lavora, fatica.- Leo Longanesi
L'italiano non lavora, fatica.
Non capisce, ma non capisce con grande autorità e competenza.
Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano queste idee.
Se le religioni fossero molto chiare perderebbero, con l'andar del tempo, i credenti.
Il popolo italiano è sempre in buona fede.
Diffidate delle donne intellettuali: finiranno col rintracciare sempre il cretino che le capisce.
Gl'italiani vanno al Nord in cerca di soldi; al Sud in cerca dell'anima. All'estero smettono di essere meridionali o settentrionali e diventano solo italiani.
Forse uno dei guai dell'Italia è proprio questo, di avere per capitale una città sproporzionata per nome e per storia, alla modestia di un Popolo che quando grida "forza Roma" allude solo ad una squadra di calcio.
L'Italia rappresenta nel mondo una specie di minoranza genialissima tutta costituita di individui superiori alla media umana per forza creatrice innovatrice improvvisatrice.
L'Italia è un'espressione geografica.
L'italiano, le leggi, le subisce, non le rispetta.
In Italia per trecento anni sotto i Borgia ci sono stati guerra, terrore, criminalità, spargimenti di sangue. Ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo, il Rinascimento. In Svizzera vivevano in amore fraterno, avevano 500 anni di pace e di democrazia. E cosa hanno prodotto? L'orologio a cucù.
L'Italia è bella, è fatta di uomini bizzarri e di eroi.
L'Italia è il solo paese dove si gusta ancora la gioia di vivere. Ci fa credere nella gioia di vivere, anche quando lei stessa non ci crede.
L'unità d'Italia, sognata dai padri del risorgimento, oggi si chiama pastasciutta; per essa non si è versato sangue, ma molta pummarola.
Il tempo è la cosa che più abbonda in Italia, visto lo spreco che se ne fa.