In Italia nulla è stabile, fuorché il provvisorio.- Giuseppe Prezzolini
In Italia nulla è stabile, fuorché il provvisorio.
Le macchine si guastan con l'uso; i violini con il riposo.
Ci sono uomini colti persino tra i professori.
Ben scrisse un sofista greco, che l'uomo è la misura delle cose: ma si dimenticò che le cose sono misura dell'uomo.
Le donne commettono dei particolari reati per la loro fragilità, ma tenendo conto di questa fragilità femminile, i giudici maschi sono di solito tolleranti con loro. E dunque stiano buone.
Non bisogna confondere il furbo con l'intelligente. L'intelligente è spesso un fesso anche lui.
L'Italia è l'antica terra del Dubbio. Il dubbio è un gran scappafatica; lo direi quasi il vero padre del dolce far niente italiano.
Gl'Italiani hanno voluto far un'Italia nuova, e loro rimanere gl'Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie morali che furono la loro rovina; pensano a riformare l'Italia, e per riuscirci bisogna, prima, che si riformino loro.
In Italia, tutti sono estremisti per prudenza.
L'Italia è fatta, tutto è a posto.
L'antica paura degli italiani: quella di migliorare il peggio.
L'Italia sta in piedi perché non sa da che parte cadere.
Il rischio dell'Italia è di entrare nel numero dei paesi di cultura bassa, giacché è possibile essere intelligenti e di cultura bassa.
L'italiano non lavora, fatica.
L'Italia è la patria dei tuttologi: tutti pretendono di dire la loro su tutto, anche se non hanno una competenza specifica sull'argomento.
Bisogna essere degni del popolo italiano. Non è degno del popolo italiano colui che compie atti di disonestà. I corrotti ed i disonesti sono indegni di appartenere al popolo italiano, e devono essere colpiti senza alcuna considerazione.