A Roma tutto ha a un prezzo.- Decimo Giunio Giovenale
A Roma tutto ha a un prezzo.
Nel suo castello maledetto nessun signore ha mai castrato ragazzi brutti. Adolescenti storpi e scofolosi, gobbuti dietro e davanti Nerone non li rapisce.
Il denaro si piange con un dolore più profondo di quello per gli amici o i parenti.
Al fanciullo si deve il massimo rispetto.
Ciascuno ha tanta reputazione quanti sono i quattrini nella sua cassaforte.
Un uccello raro sulla terra, e in tutto simile a un cigno nero.
Roma ha l'osteria, luogo popolaresco, un po' buio, bonario, con tavole di marmo, boccali di vino, belle insegne rossastre con le scritte: «Vino dei Castelli a tanto il litro».
Grazie Roma, che ci fai piangere e abbracciati ancora. Grazie Roma, grazie Roma, che ci fai vivere e sentire ancora una persona nuova.
Vivo a Roma che è una bellissima città ma è grandissima. Faccio una vita programmata al minuto e non ero abituata. Lecce è una città molto più piccola e gestibile.
Prima di dirvi ciò che penso sulla situazione della repubblica, onorevoli senatori, accennerò alle ragioni per cui, dopo aver lasciato Roma, ho deciso di ritornarvi.
Quando sei a Roma, vivi come i romani; quando sei in un altro luogo, vivi come si vive in quel luogo.
La potenza romana poggia sui costumi e gli uomini antichi.
La lampada accesa è il simbolo di Roma eterna, Virgilio ne è l'anima vigile e operante.
Sono un cittadino di Roma.
Roma è un sogno che la Chiesa tenacemente custodisce.