I furbi non usano mai parole chiare. I fessi qualche volta.- Giuseppe Prezzolini
I furbi non usano mai parole chiare. I fessi qualche volta.
Ben scrisse un sofista greco, che l'uomo è la misura delle cose: ma si dimenticò che le cose sono misura dell'uomo.
Le masse non domandano la libertà, domandano la sicurezza.
Accanto all'arte della mnemonica (ricordare) occorrerebbe un'arte del dimenticare.
Un libro fatto è un istante passato, un gradino che ci ha servito per portarci più in alto.
Colui che giunge alla coscienza della vita spontanea che si manifesta negli spiriti individuali è un mistico. Sia pure artista, filosofo, uomo di armi, poeta: purché non attribuisca a se stesso la propria creazione, egli è un mistico.
Che la furbizia sia caratteristica servile, e mai signorile, è la sola fondamentale scoperta politica che milioni di italiani devono ancora fare.
Ove non arriva la pelle di leone, si rappezzi con quella di volpe.
Segni distintivi del furbo: pelliccia, automobile, teatro, restaurant, donne.
Il furbo è sempre in un posto che si è meritato non per le sue capacità, ma per la sua abilità a fingere di averle.
Con le volpi dobbiamo agire da volpi.
Il limite dei furbi è che non riescono ad esimersi dall'esibire i frutti della loro furbizia, prima o poi.
Un uomo intelligente a volte dà al mondo più di quanto riceve, un furbo cerca di prendere il più possibile e dare in cambio il minimo indispensabile.
Non è veramente furbo chi non teme, o presume e confida con certezza, di non poter essere ingannato, trappolato ec.: perché non conosce dunque e non apprezza a dovere le forze della sua stessa furberia.
La furberia è una qualità italiana potente, però ci ha rovinato. Sarà meglio magari diventare scaltri: è una cosina un pochino più nobile.