La meta è partire.- Giuseppe Ungaretti
La meta è partire.
La morte si sconta vivendo.
Sei comparsa al portone in un vestito rosso per dirmi che sei fuoco che consuma e riaccende.
Non sono mai stato tanto attaccato alla vita.
Non mi lasciare, resta, sofferenza!
Le case saranno in grado di volare [entro l'anno 2000]. Verrà il momento in cui intere comunità potranno migrare a sud in inverno, o spostarsi verso nuovi territori ogni volta che sentono il bisogno di cambiare paesaggio.
Non importa come si viaggia, mentre ancora sei in viaggio.
Non puoi viaggiare su una strada senza essere tu stesso la strada.
Come sempre suole accadere in un lungo viaggio, alle prime due o tre stazioni l'immaginazione resta ferma nel luogo di dove sei partito, e poi d'un tratto, col primo mattino incontrato per via, si volge verso la meta del viaggio e ormai costruisce là i castelli dell'avvenire.
Un viaggio è una nuova vita con una nascita, uno sviluppo e una morte, che ci è offerta all'interno dell'altra. Approfittiamone.
Nessun diletto può star a fronte di quello che si prova entrando in un paese sconosciuto, coll'immaginazione preparata a veder cose nuove e mirabili, con mille ricordi di fantastiche letture nel capo, senza pensieri, senza cure!
Era un uomo che doveva aver viaggiato dappertutto, per lo meno con la mente.
Quelli che viaggiano "per fotografare". E poi, a casa, guardano ciò che non hanno mai visto...
È un viaggio per viandanti pazienti, un libro.
Non c'è niente come tornare in un luogo che non è cambiato, per rendersi conto di quanto sei cambiato.