La meta è partire.- Giuseppe Ungaretti
La meta è partire.
La morte si sconta vivendo.
Non mi lasciare, resta, sofferenza!
Corruzione che s'adorna di illusioni.
Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie.
M'illumino d'immenso.
Perché vuoi combattere contro il labirinto? Assecondalo, per una volta. Non preoccuparti, lascia che sia la strada a decidere da sola il tuo percorso, e non il percorso a farti scegliere le strade. Impara a vagare, a vagabondare. Disorientati. Bighellona.
Forse bisogna viaggiare prima di capire qual è la meta giusta per noi.
Questo rende possibile viaggiare nel tempo... Il flusso canalizzatore!
I viaggi finiscono laddove s'incontrano gli amanti.
Bisogna vivere con questa convinzione: non sono nato per un solo cantuccio, la mia patria è il mondo intero.
Durante i viaggi di individui ne incontriamo tanti, entriamo in confidenza: amici, incontri, amanti. Sempre veniamo di nuovo distanziati, dalla morte, geografia, o dai nuovi arrivati, Solo ci resta del telefono il segnale, e sotto le coperte vuoto e freddo glaciale.
E poi, il treno, nel viaggiare, sempre ci fa sognare.
Dal mio quarto piano sopra l'infinito, nella plausibile intimità della sera che scende, alle finestre verso lo spuntare delle stelle, i miei sogni viaggiano in sintonia con la distanza evidente per i viaggi verso paesi sconosciuti, o immaginati o soltanto impossibili.
Non viaggiava, tracciava semplicemente una circonferenza sul globo terrestre. Era un corpo grave, che percorreva un'orbita e seguiva le leggi della meccanica razionale.
Se volete viaggiare in allegria, come piace a me, trovatevi dei bravi italiani come compagni di viaggio.