Il pentimento è l'innocenza dei peccatori.- Heinrich von Kleist
Il pentimento è l'innocenza dei peccatori.
Nessun ateo, per quanto ne so, ha confutato validamente l'esistenza del diavolo.
Ognuno la sua stupida pietra d'inciampo la porta in sé stesso.
Una donna che sia degna di stima non per questo è interessante. In che modo acquista e conserva l'interessamento del marito?
Meglio essere polvere che una donna senza fascino.
Esistono molti scritti pieni di spirito caustico in cui si nega l'esistenza di Dio; ma nessun ateo, a quanto mi risulta, ha mai confutato con buone prove l'esistenza del diavolo.
Ogni atto di ribellione esprime nostalgia per l'innocenza e una richiesta all'essenza dell'essere.
È meglio diventar ape e costruire in innocenza la propria casa, che il dominar coi signori del mondo e urlare con loro, come con lupi, che dominar popoli e macchiarsi le mani dell'impura materia.
Intendo per innocente non uno incapace di peccare, ma di peccare senza rimorso.
Solo dallo spazio si riesce a vedere quanto la terra stia bruciando. Si vede l'innocenza dei bambini dissolversi come fumo.
L'innocenza non è qualcosa che si conserva, è soprattutto qualcosa che si riconquista.
Una moglie crede volentieri nell'innocenza del marito.
L'innocenza cominciò col prim'omo, e lì rimase.
Tutto si integra nell'eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti.
Noi entriamo in un mare che non ha sponde, in un mare di ribalderie, ove l'ingiustizia e la soverchieria veleggiano col vento in poppa, e la sola innocenza è in burrasca, da tutti abbandonata, fuorché dal Cielo che la vuole afflitta, ma non sommersa.
Bene e male, peccato e innocenza, attraversano il mondo tenendosi per mano. Chiudere gli occhi di fronte a metà della vita per vivere in tranquillità è come accecarsi per camminare con maggior sicurezza in una landa disseminata di burroni e precipizi.