Senza Dio, il mio santo non è che un folle, la sua fede un'illusione, la sua santità uno smarrimento.- Henri Ghéon
Senza Dio, il mio santo non è che un folle, la sua fede un'illusione, la sua santità uno smarrimento.
Santo. Peccatore morto, riveduto e corretto.
Hanno detto che la santità di una persona si commisura dallo spessore delle attese. Forse è vero.
Una delle conquiste più importanti della cristianità contemporanea è infatti la sicura coscienza della possibilità di una totale santità nella vita del mondo.
Di un uomo santo il corpo l'han costruito i cieli.
I santi (i quasi santi) sono più esposti degli altri al diavolo, perché la reale conoscenza che posseggono della propria miseria rende loro la luce quasi intollerabile.
Il santo piange, ed è umano. Dio tace. Per questo possiamo amare il santo ma non possiamo amare Dio.
A qualunque sublime altezza ascendesse o in qualunque profondità s'immergesse un poeta, lì, sempre prima, c'era stato un santo...
La santità altro non è che una proposta di vita che produce un piacere che dura.
I santi sono uomini mancati.
Se definisci santo un uomo, hai creato il peccatore. Adesso, da qualche parte, dovrai condannare qualcuno, perché il santo non può esistere senza il peccatore.