La metà di ciò che scriviamo è dannosa, l'altra metà è inutile.- Henry Becque
La metà di ciò che scriviamo è dannosa, l'altra metà è inutile.
Il moralismo è forse la più crudele forma di malvagità.
Ci sono soltanto due tipi di donne, quelle che uno compromette e quelle che vi compromettono.
Non bisogna vedere i propri amici se si desidera conservarli.
La decisione è spesso l'arte di essere crudele in tempo.
Non troviamo che due piaceri nella nostra casa, quello di uscire e quello di rincasare.
Il vero problema dello scrivere non è tanto di sapere ciò che dobbiamo mettere nella pagina, ma ciò che da questa dobbiamo togliere.
Noi non scriviamo per il popolo. Qualsiasi tipo di arte si rivolge solo all'aristocrazia intellettuale di una nazione.
Per scrivere al meglio delle proprie capacità, è opportuno costruire la propria cassetta degli attrezzi e poi sviluppare i muscoli necessari a portarla con sé.
Chi scrive per il suo tempo, disperi di sopravvivergli.
Il vero amore per le nostre opere conserva sempre un occhio ironico e ilare.
È bello scrivere perché riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare a una folla.
È meglio scrivere piuttosto che osare vivere.
La mia operazione è stata il più delle volte una sottrazione di peso; ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città; soprattutto ho cercato di togliere peso alla struttura del racconto e al linguaggio.
Sfido chiunque nel suo momento più buio a scrivere le cose che lo rendono felice, anche quelle sciocchezzuole come l'erba verde o una conversazione amichevole con qualcuno in ascensore. Incomincerà a rendersi conto di quanto è ricco.
Meglio usare la penna che le mani, è un modo più elegante di dare cazzotti.