Una metà del mondo non riesce a capire i piaceri dell'altra metà.- Jane Austen
Una metà del mondo non riesce a capire i piaceri dell'altra metà.
Quelli che non sanno cosa sia soffrire possono essere orgogliosi e indipendenti... possono resistere agli oltraggi, o ricambiare le mortificazioni. Io non posso farlo. Io devo soffrire... mi devo disperare, e che tutti quelli che vogliono godere di questo siano i benvenuti.
La natura umana è così incline a trovarsi delle scuse!
Non so cosa significhi amare la gente a metà, non è nella mia natura. I miei affetti sono sempre eccessivi.
L'amicizia è certamente il balsamo più soave per le ferite di un amore deluso.
Nella riservatezza c'è sicurezza, ma non attrazione. Non si può amare una persona riservata.
Passano anni interi senza che noi proviamo un piacer vivo, anzi una sensazione pur momentanea di piacere. Il fanciullo non passa giorno che non ne provi. Qual è la cagione? La scienza in noi, in lui l'ignoranza. Vero è che così viceversa accade del dolore.
Di tutti i piaceri i puritani non ci concedono che quello di grattarci.
Il più solido piacere di questa vita, è il piacere vano delle illusioni.
Nessun uomo fa qualcosa di originale o scopre un principio senza provare un piacere inesprimibile quanto infinito e sano, che lo avverte della dignità della virtù che ha percepito.
L'essenza del piacere è la spontaneità.
Il piacere è il fiore che passa; il ricordo, il suo profumo duraturo.
Questa vita si può chiamar vita, se ne togli il piacere?
Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. È l'unico a infliggere dolore per il piacere di farlo.
Il maggior piacere che conosco è fare una buona azione di nascosto e vederla scoprire per caso.
Non si desidera di godere. Si desidera sperimentare la vanità di un piacere, per non esserne più ossessionati.