Questa vita si può chiamar vita, se ne togli il piacere?- Erasmo da Rotterdam
Questa vita si può chiamar vita, se ne togli il piacere?
Non si gode a possedere qualcosa senza compagnia.
Tra i mortali che cosa mai si fa che non trabocchi di follia, e che non sia opera di folli in un mondo di folli? Perciò, se qualcuno volesse opporsi da solo a tutti, io gli consiglierei di ritirarsi, come Timone, in un deserto, per godervi, da solo, la propria saggezza.
Chi corre dietro a due lepri non ne prende alcuna.
Il tempo basta a tutto, se lo si gestisce con la parsimonia necessaria. Per noi è breve la giornata di cui perdiamo la maggior parte.
Le donne corrono dietro agli stolti; fuggono i saggi come animali velenosi.
Nella pura amicizia c'è un piacere che non possono provare quanti sono nati mediocri.
Nell'aspettazione il piacere tocca il suo apice.
Non si desidera di godere. Si desidera sperimentare la vanità di un piacere, per non esserne più ossessionati.
Il piacere è il fiore che passa; il ricordo, il suo profumo duraturo.
Il piacere è l'istante in cui fugge lo scetticismo.
Non mi sento responsabile d'essere migliore degli altri. Ciò che non sopporto è di provare piacere nel dimostrarlo.
Quando il piacere ha esaurito l'uomo, questi è convinto di essere stato lui ad esaurirlo; allora ti racconta, serio e grave, che non vi è nulla che possa soddisfare il cuore umano.
Bello e virtù e le altre cose del genere vanno onorate se valgono a procurare piacere, se no, si mandino in pace.
Il piacere è l'unica cosa su cui valga la pena di avere una teoria.
Una metà del mondo non riesce a capire i piaceri dell'altra metà.