Questa vita si può chiamar vita, se ne togli il piacere?- Erasmo da Rotterdam
Questa vita si può chiamar vita, se ne togli il piacere?
La vergogna, l'infamia, il disonore, le offese, nocciono nella misura in cui fanno soffrire. Per chi non se la prende, non sono neppure un male. Che t'importa se tutti ti fischiano, se tu ti applaudi? Che questo ti sia possibile lo devi alla sola Follia.
La vita umana nel suo insieme, non è che un gioco, il gioco della pazzia.
Il miglior modo di onorare i santi è di imitarli.
La fortuna ama le persone non troppo sensate.
Quale momento della vita non sarebbe triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso, senza il piacere, e cioè senza un pizzico di follia?
Alcuni si immergono nei piaceri e, abituatisi, non ne possono più fare a meno e sono davvero infelici perché arrivano al punto che per loro il superfluo diventa necessario.
I piaceri nati da contatti esterni, in verità, generano la sofferenza, perché, o figlio di Kunti, hanno un inizio e una fine. L'uomo avveduto non prende in essi la propria gioia.
Il segreto per rimanere giovani sta nell'avere una sregolata passione per il piacere.
In tutte le cose, ai più grandi piaceri è prossima la noia.
A chi non piace piacere?
I piaceri dell'amore durano un attimo, le pene d'amore durano per tutta la vita.
La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente fra noia e dolore, con intervalli fugaci, e per di più illusori, di piacere e gioia.
Il piacere è la felicità che non vuole uscire dal corpo.
Il piacere è il fiore che passa; il ricordo, il suo profumo duraturo.
I piaceri sono effimeri, gli onori eterni.