Questa vita si può chiamar vita, se ne togli il piacere?- Erasmo da Rotterdam
Questa vita si può chiamar vita, se ne togli il piacere?
A forza di sterminare animali, si capì che anche sopprimere l'uomo non richiedeva un grande sforzo.
Sono due i principali ostacoli alla conoscenza delle cose: la vergogna che offusca l'animo, e la paura che, alla vista del pericolo, distoglie dalle imprese. La follia libera da entrambe. Non vergognarsi mai e osare tutto: pochissimi sanno quale messi di vantaggi ne derivi.
Ma che dolce delirio è il loro, allorché si fabbricano mondi senza fine, allorché misurano come con il pollice e con il filo, sole, luna, stelle, sfere.
Nulla più della mendicità somiglia alla condizione di re.
Se per caso una donna vuole passare per saggia, ottiene solo di essere due volte folle.
Dopo tutto il piacere è una guida più sicura del diritto o del dovere.
L'uomo avido di potere incontra la sua rovina nel potere, l'uomo bramoso di denaro nel denaro, il sottomesso nella servitù, il gaudente nel piacere. E così il lupo della steppa si rovinò con l'indipendenza.
Di tutti i piaceri i puritani non ci concedono che quello di grattarci.
Non esiste una cosa come il puro piacere; un po' di ansia si accompagna sempre ad esso.
Il piacere è il più certo mezzo di conoscimento offertoci dalla Natura e colui il quale molto ha sofferto è men sapiente di colui il quale ha molto gioito.
V'è un piacere ad essere matti che solo i matti sanno.
Nessun piacere è di per se stesso un male: però i mezzi per procurarsi certi piaceri arrecano molti più tormenti che piaceri.
Un piacere senza rischi piace meno.
Il piacere è la felicità degli stolti, la felicità è il piacere del saggio.
In tutte le cose, ai più grandi piaceri è prossima la noia.