Questa vita si può chiamar vita, se ne togli il piacere?- Erasmo da Rotterdam
Questa vita si può chiamar vita, se ne togli il piacere?
Il vero incantesimo che salva dal tempo e dal dolore è l'inconsapevolezza.
Sono due i principali ostacoli alla conoscenza delle cose: la vergogna che offusca l'animo, e la paura che, alla vista del pericolo, distoglie dalle imprese. La follia libera da entrambe. Non vergognarsi mai e osare tutto: pochissimi sanno quale messi di vantaggi ne derivi.
Ci sono tante grammatiche quanti sono i grammatici, e anche di più.
La mente umana è fatta in modo tale che è molto più suscettibile alla menzogna che alla verità.
Una donna sapiente è due volte sciocca.
Non esiste una cosa come il puro piacere; un po' di ansia si accompagna sempre ad esso.
I voraci consumatori di piaceri devono avere i sensi molto inibiti per andar cercando apparati così complicati.
Felici quelli che senza nuocere a nessuno sanno procacciarsi il piacere, e insensati gli altri che si immaginano che l'Essere Supremo possa rallegrarsi dei dolori e delle pene e delle astinenze ch'essi gli offrono in sacrificio.
Ogni piacere ha il suo momento culminante quando sta per finire.
Il piacere è l'unica cosa degna di essere vissuta: niente fa invecchiare quanto la felicità.
Dal piacere nasce il dolore, dal piacere nasce la paura: per chi è libero dal piacere non esiste dolore: di che cosa dovrebbe aver paura?
In questa terra di lacrime, ci restano due piaceri: amare una bella donna e fumare un sigaro toscano.
C'è una certa somiglianza, più o meno grande, tra i piaceri che tutte le nostre evacuazioni ci procurano. Credo che il piacere derivi sempre dal sollievo sollievo, cioè, dallo sforzo notevole, anche se per lo più inconscio, di trattenere quello che è gradevole eliminare.
Un uomo è solo ed unico giudice in ciò che a lui piace, o non piace.
Il sesso: la posizione ridicola, il piacere passeggero, la spesa eccessiva.