Il mistero non esiste che nelle cose precise.- Jean Cocteau
Il mistero non esiste che nelle cose precise.
È difficile vivere senza oppio dopo averlo conosciuto perché è difficile, dopo aver sperimentato l'oppio, prendere sul serio la terra. E se uno non è un santo, è difficile vivere senza prendere sul serio la terra.
Il più grande capolavoro letterario non è altro che un vocabolario in disordine.
Un poeta ha sempre troppe parole nel suo vocabolario, un pittore troppi colori sulla sua tavolozza, un musicista troppe note sulla sua tastiera.
Più la Cina è povera, più è ricca. I suoi filosofi possiedono la pietra filosofale. Non sporcano: patinano. Conoscono il segreto per fabbricare oro con il letame.
Il limite estremo della saggezza è ciò che la gente chiama pazzia.
L'uomo è maturo quando arriva a capire che c'è il mistero, cioè che tutto non si riduce a quello che lui vede e capisce.
L'ignoto è sempre molto più inquietante della realtà.
L'uomo abita sulla riva del mare infinito del mistero.
Chi non ammette l'insondabile mistero non può essere neanche uno scienziato.
Lo scopo della vita è un mistero: dunque, il modo di raggiungerlo è nascosto agli occhi delle creature viventi.
Una cosa non spiegata e oscura è ritenuta più importante di quella spiagata e chiara.
L'oscurità della fede è una prova della sua perfezione. È oscura per il nostro spirito perché oltrepassa infinitamente la sua debolezza.
La felicità è un mistero, come la religione, e non dovrebbe mai essere razionalizzato.
Così è l'amore. Comincia con un mistero e la risposta da dare a quel mistero è il segreto della sua durata.
La chiave del mistero di un grande artista è che, per ragioni sconosciute, egli impiega le sue energie e la sua vita per essere certo che una nota segua sempre un'altra... e ci lasci con il sentimento che qualcosa di giusto è stato fatto nel mondo.