La morte non è che un'abolizione dello spazio e del tempo. Questo è anche il fine del cinema.- Jean Cocteau
La morte non è che un'abolizione dello spazio e del tempo. Questo è anche il fine del cinema.
La scienza non serve che a verificare le scoperte dell'istinto.
I poeti parlano una sola lingua, ma non si comprendono ugualmente fra di loro.
Una forza che porta un nome (fosse anche il fulmine) è già una forza indebolita.
Non dimentichiamoci che i Greci sono avidi e che i nostri dollari devono cambiarsi in dracme.
Più la Cina ci imita, e più abbandona i suoi misteriosi privilegi. L'erotismo ritorna alla rozzezza europea.
Il cinema deve usare necessariamente linguaggi diversi da quelli letterari. Il regista deve dare la sua lettura interpretativa.
Il cinema deve essere spettacolo, è questo che il pubblico vuole. E per me lo spettacolo più bello è quello del mito. Il cinema è mito.
Il cinema, a furia di rendere tutto patetico e sentimentale, rende cinici. Non dà all'uomo che atteggiamenti.
Al cinema preferisco la televisione. Non è lontana dal bagno.
Una delle gioie che procura il cinema è il fatto che è a buon mercato, e questo non dovremmo dimenticarlo mai.
Il cinema non morirà mai, ormai è nato e non può morire: morirà la sala cinematografica, forse, ma di questo non mi frega niente.
Cinema. Arte figurativa in movimento.
Vorrei tre vite: col cinema forse ne assecondo l'illusione.
Amo l'arte, mi piace recitare, cantare e ballare. Ci sono tanti aspetti del mondo del cinema che mi piacerebbe esplorare in futuro.
Il cinema è come una vecchia puttana, come il circo e il varietà, e sa come dare molte forme di piacere.