La morte non è che un'abolizione dello spazio e del tempo. Questo è anche il fine del cinema.- Jean Cocteau
La morte non è che un'abolizione dello spazio e del tempo. Questo è anche il fine del cinema.
Certo che la fortuna esiste. Altrimenti come potremmo spiegare il successo degli altri?
Un capolavoro è una battaglia vinta contro la morte.
Il mistero è una posizione troppo favorevole perché uno spirito beneducato vi si mantenga.
I critici giudicano le opere e non sanno di essere giudicati.
L'estetica dell'insuccesso è l'unica durevole. Chi non capisce l'insuccesso è perduto.
Con un'espressione sintetica si può dire che il cinema scientifico ci ha permesso di "vedere l'invisibile".
La fotografia è verità, e il cinema è verità ventiquattro volte al secondo.
Mi sembra che oggi il cinema rischi una vera e propria regressione, trasformandosi in un intrattenimento puramente infantile.
Il cinema è come una vecchia puttana, come il circo e il varietà, e sa come dare molte forme di piacere.
Il problema del cinema come industria è che i film sono un'espressione d'arte, e il problema dei film come espressione d'arte è che il cinema è un'industria.
Al cinema preferisco la televisione. Non è lontana dal bagno.
Ho sempre rifiutato le offerte teatrali, perché ritengo che il vero attore sia quello di teatro, che apre il palcoscenico e, se sbaglia una sillaba, viene buttato fuori dal pubblico. Nel cinema, al quarantesimo ciak, anche una scimmia riesce a far bene la scena.
Il cinema è il modo più diretto per entrare in competizione con Dio.
Il cinema è solo una moda passeggera. È il dramma in lattina. Il pubblico vuole vedere storie di carne e di sangue rappresentate in palcoscenico.