I poeti parlano una sola lingua, ma non si comprendono ugualmente fra di loro.- Jean Cocteau
I poeti parlano una sola lingua, ma non si comprendono ugualmente fra di loro.
Sin dal giorno della mia nascita, la mia morte ha iniziato il suo cammino. Sta camminando verso di me, senza fretta.
Il mistero è una posizione troppo favorevole perché uno spirito beneducato vi si mantenga.
Il limite estremo della saggezza è ciò che la gente chiama pazzia.
Il tatto nell'audacia, è sapere fino a che punto ci si può spingere troppo avanti.
Non è poeta chi non è buono a rifare perpetuamente dentro di sé le illusioni.
Il poeta non deve mai curarsi delle leggi e delle opinioni attuali, bensì risalire a quelle verità generali e trascendentali che rimarranno sempre le stesse.
Il poeta è colui che esprime la parola che tutti avevano sulle labbra e che nessuno avrebbe detta.
I poeti non si redimono, vanno lasciati volare tra gli alberi come usignoli pronti a morire.
I poeti non hanno pudore verso le loro esperienze intime: le sfruttano.
Un buon poeta non sa mai chi e che cosa è, è a un passo dall'orlo dell'abisso, ma non c'è niente di sacro in quello che fa, è un mestiere. Come lavare i pavimenti di un bar.
Un poeta ama gli anemometri e non gli oroscopi.
Il poeta è un imitatore, come il pittore o qualunque altro artista che produca delle immagini. Perciò egli deve necessariamente seguire una delle tre maniere di imitare: deve rappresentare le cose o come furono o sono realmente, o come si dice e si crede che siano, o come dovrebbero essere.
Un attributo dell'ignoranza, l'autoinganno, potrebbe essere necessario al poeta per sopravvivere.