I poeti parlano una sola lingua, ma non si comprendono ugualmente fra di loro.- Jean Cocteau
I poeti parlano una sola lingua, ma non si comprendono ugualmente fra di loro.
Più la Cina è povera, più è ricca. I suoi filosofi possiedono la pietra filosofale. Non sporcano: patinano. Conoscono il segreto per fabbricare oro con il letame.
Dobbiamo credere nella fortuna. Altrimenti come potremmo spiegare il successo di chi non ci piace?
Il più grande capolavoro letterario non è altro che un vocabolario in disordine.
Quando un'opera sembra in anticipo sulla propria epoca, significa semplicemente che la sua epoca è in ritardo nei suoi riguardi.
Certo che la fortuna esiste. Altrimenti come potremmo spiegare il successo degli altri?
Il poeta ribelle, l'eroe solitario, è un individuo senza seguaci: non trascina le masse in piazza, non provoca le rivoluzioni. Però le prepara.
Poeta è non solo colui che sa comunicare profonde emozioni, ma anche chi è in grado di riceverle.
Un poeta ama gli anemometri e non gli oroscopi.
Per essere poeti, bisogna avere molto tempo.
I poeti hanno dentro di sé un riflettore, l'osservazione; e un condensatore, la commozione. Di qui derivano quei grandi fasci luminosi che escono dal loro cervello e fiammeggiano sulla tenebrosa muraglia umana.
Chi sente bisogno di farsi dire dagli altri se egli è poeta, o non è, potrebbe risparmiarsi la fatica del chiedere: certissimamente non è.
Il vero poeta non deve avere parenti.
Il poeta è sempre lontano dall'impossibile.
I poeti immaturi imitano; i maturi rubano.
Chi mai potrà misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando rimane preso e intrappolato in un corpo di donna?