I critici giudicano le opere e non sanno di essere giudicati.- Jean Cocteau
I critici giudicano le opere e non sanno di essere giudicati.
La massa può amare un poeta solo per malinteso.
Il bello ha l'aria facile, ed è proprio la cosa che il pubblico disprezza.
Il mistero non esiste che nelle cose precise.
Dobbiamo credere nella fortuna. Altrimenti come potremmo spiegare il successo di chi non ci piace?
Un poeta ha sempre troppe parole nel suo vocabolario, un pittore troppi colori sulla sua tavolozza, un musicista troppe note sulla sua tastiera.
La critica dei giornali riesce sempre ad esprimere in quali rapporti è il critico con chi viene criticato.
È facile criticare giustamente; è difficile eseguire anche mediocremente.
La critica è, di regola, l'arte di acquistar credito e autorità alle proprio preferenze.
È solo attraverso l'intensificazione della sua propria personalità che il critico può interpretare la personalità e l'opera di altri, e più questa personalità entra con forza nell'interpretazione più reale diventa l'interpretazione.
La scomparsa del senso critico costituisce una seria minaccia per la preservazione della nostra società. Rende facile ai ciarlatani imbrogliare la gente.
Ascolta i critici anche quando non sono giusti, resisti loro anche se lo sono.
Trovo che il dolore di una piccola critica, anche se infondata, è più acuto del piacere di molte lodi.
Ogni critico è propriamente una donna nell'età critica, astioso e refoulé.
Un critico è un tizio che conosce la strada ma non sa guidare.