I critici giudicano le opere e non sanno di essere giudicati.- Jean Cocteau
I critici giudicano le opere e non sanno di essere giudicati.
Il futuro non appartiene a nessuno. Non ci sono precursori, non ci sono altro che rimasugli.
L'estetica dell'insuccesso è l'unica durevole. Chi non capisce l'insuccesso è perduto.
Il mistero non esiste che nelle cose precise.
Il bello ha l'aria facile, ed è proprio la cosa che il pubblico disprezza.
Amo i gatti perché amo la mia casa. Ed a poco a poco essi ne diventano l'anima invisibile.
Che sciocca occupazione quella d'impedirci di provare un piacere o farci arrossire di quello che abbiamo provato! È l'occupazione del critico.
Trovo che il dolore di una piccola critica, anche se infondata, è più acuto del piacere di molte lodi.
Non si è mai data un'epoca creativa che non sia stata anche critica. Poiché è la facoltà critica che inventa forme nuove. La tendenza della creazione è quella di ripetersi.
La critica non è che un frutto dell'invidia.
Per poter criticare, si dovrebbe avere un'amorevole capacità, una chiara intuizione e un'assoluta tolleranza.
L'arma della critica non può sostituire la critica delle armi.
Il critico pretende d'insegnare all'artista quel che lui non imparerà mai.
I novantanove centesimi della critica che si fa tra gli uomini non nasce già dall'amore del vero, ma da presunzione, arroganza, acrimonia, litigiosità, astio gelosia.
La critica è venefica e benefica.