I critici giudicano le opere e non sanno di essere giudicati.- Jean Cocteau
I critici giudicano le opere e non sanno di essere giudicati.
Il bello ha l'aria facile, ed è proprio la cosa che il pubblico disprezza.
La vita è una caduta verticale.
Questi ragazzi terribili si rimpinzano di disordine, di una appiccicosa macedonia di sensazioni.
Il più grande capolavoro letterario non è altro che un vocabolario in disordine.
Il peggio quando si invecchia è che si resta giovani.
I critici sono spesso persone che avrebbero voluto essere poeti, storici, biografi ecc., se avessero potuto; hanno messo alla prova il loro talento nell'una o nell'altra cosa, e non hanno avuto successo; perciò si sono dati alla critica.
Dove comincia la critica cessa la creatività, così come quando si fanno troppi inventari vuol dire che la produzione ristagna.
Ormai stanno scomparendo i lettori, nel senso ingenuo della parola, giacché tutti sono critici potenziali.
La critica, tanto nella più alta che nella più bassa sua espressione, non è che una forma di autobiografia.
Per poter criticare, si dovrebbe avere un'amorevole capacità, una chiara intuizione e un'assoluta tolleranza.
Il censurare e il lodare sono operazioni sentimentali che nulla hanno a che vedere con la critica.
Che sciocca occupazione quella d'impedirci di provare un piacere o farci arrossire di quello che abbiamo provato! È l'occupazione del critico.
Quando qualcuno esprime un'opinione, bisogna saperla accettare con gratitudine anche se non sembra utile. Solo a questa condizione costui vi farà partecipi di ciò che ha sentito di voi. E' bene fare e accettare critiche in modo amichevole.
È facile criticare giustamente; è difficile eseguire anche mediocremente.
Il critico capace dovrebbe essere un filosofo, perché dalla filosofia ha imparato la serenità, l'imparzialità, e la transitorietà delle cose della vita umana.