I critici giudicano le opere e non sanno di essere giudicati.- Jean Cocteau
I critici giudicano le opere e non sanno di essere giudicati.
Il poeta è un bugiardo che dice sempre la verità.
La scienza non serve che a verificare le scoperte dell'istinto.
Il limite estremo della saggezza è ciò che la gente chiama pazzia.
I poeti parlano una sola lingua, ma non si comprendono ugualmente fra di loro.
Più la Cina ci imita, e più abbandona i suoi misteriosi privilegi. L'erotismo ritorna alla rozzezza europea.
I critici sono spesso persone che avrebbero voluto essere poeti, storici, biografi ecc., se avessero potuto; hanno messo alla prova il loro talento nell'una o nell'altra cosa, e non hanno avuto successo; perciò si sono dati alla critica.
Chi non risparmia le sue critiche a nessun genere di uomini, dimostra di non avercela con nessun uomo, ma di detestare tutti i vizi.
La malignità è lo spirito della critica, e la critica è l'origine del progresso e della civiltà.
Ormai stanno scomparendo i lettori, nel senso ingenuo della parola, giacché tutti sono critici potenziali.
La critica, tanto nella più alta che nella più bassa sua espressione, non è che una forma di autobiografia.
Le critiche sincere non significano nulla: quello che occorre è una passione senza freni, fuoco per fuoco.
Il cattivo critico critica il poeta, non la poesia.
Il critico è simile all'attore; entrambi non riproducono semplicemente il mondo poetico, ma lo integrano.
Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore.
Quando ti viene voglia di criticare qualcuno, ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu.