I critici giudicano le opere e non sanno di essere giudicati.- Jean Cocteau
I critici giudicano le opere e non sanno di essere giudicati.
Il pubblico prima vuol capire, poi sentire.
Un capolavoro letterario non è altro che un vocabolario in disordine.
Sin dal giorno della mia nascita, la mia morte ha iniziato il suo cammino. Sta camminando verso di me, senza fretta.
Un capolavoro è una battaglia vinta contro la morte.
Una forza che porta un nome (fosse anche il fulmine) è già una forza indebolita.
I novantanove centesimi della critica che si fa tra gli uomini non nasce già dall'amore del vero, ma da presunzione, arroganza, acrimonia, litigiosità, astio gelosia.
Ogni critico è propriamente una donna nell'età critica, astioso e refoulé.
Quando qualcuno esprime un'opinione, bisogna saperla accettare con gratitudine anche se non sembra utile. Solo a questa condizione costui vi farà partecipi di ciò che ha sentito di voi. E' bene fare e accettare critiche in modo amichevole.
Trovo che il dolore di una piccola critica, anche se infondata, è più acuto del piacere di molte lodi.
Le critiche sincere non significano nulla: quello che occorre è una passione senza freni, fuoco per fuoco.
La critica è, di regola, l'arte di acquistar credito e autorità alle proprio preferenze.
La critica non è che un frutto dell'invidia.
Il critico capace dovrebbe essere un filosofo, perché dalla filosofia ha imparato la serenità, l'imparzialità, e la transitorietà delle cose della vita umana.
Dove comincia la critica cessa la creatività, così come quando si fanno troppi inventari vuol dire che la produzione ristagna.
La critica è in sé stessa un'arte.