Mangiare è possedere per mezzo della distruzione.- Jean-Paul Sartre
Mangiare è possedere per mezzo della distruzione.
Già morta, già cosa, quando ancora dobbiamo viverla, la nostra epoca è sola nella storia e codesta solitudine storica influisce fin sulle nostre percezioni: ciò che noi vediamo "non ci sarà più"; si riderà delle nostre ignoranze, ci si indignerà delle nostre colpe. Quale risorsa ci rimane?
Il povero non sa che la sua funzione nella vita è permetterci l'esercizio della generosità.
L'uomo è in primo luogo ciò che si slancia verso un avvenire e ciò che ha coscienza di progettarsi verso l'avvenire.
Il mondo può benissimo fare a meno della letteratura. Ma ancor di più può fare a meno dell'uomo.
Quando i ricchi si fanno la guerra, sono i poveri che muoiono.
Se volete una buona regola, nel pranzo arrestatevi al primo boccone che vi fa nausea e senz'altro passate al dessert.
Se vuoi star sano, non mangiare senza voglia.
Il piacere della tavola è di tutte le età, di tutte le condizioni sociali, di tutti i paesi e di tutti i giorni; può associarsi a tutti gli altri piaceri, e resta ultimo a consolarci della loro perdita.
Io mangio solo per nutrire il dolore.
L'uomo mangia per vivere e vive per mangiare.
La pace del mondo si farà il giorno in cui le persone avranno cibo sufficiente per mangiare.
Ci sono molti galantuomini che darebbero fuoco a una casa se non avessero altro modo per cuocersi la cena.
Dimmi quello che mangi, e ti dirò chi sei.
Sto pensando seriamente di mangiare sua moglie.
Se la felicità fosse nei piaceri del corpo, diremmo felici i buoi, quando trovano veccie da mangiare.