Non comprendo l'oscenità capricciosa della mente che dorme.- John Cheever
Non comprendo l'oscenità capricciosa della mente che dorme.
L'essenza della sua bellezza era il disincanto.
Perché le prime note cristalline di un vento di tempesta avevano per lui il suono inconfondibile delle buone notizie, dell'allegria, della lieta novella?
La mente stessa è una stanza talmente smisurata e labirintica che ci fa immaginare le cose più grandi di quelle che sono in realtà.
Si chiese perché un essere umano si dovesse sentire, in un mondo nel quale doveva pur vivere, tanto sradicato e miserabile.
Gli amanti, in particolare gli amanti clandestini, posseggono le cose dei loro spasimanti con un'autorità che è sconosciuta nel sacro vincolo del matrimonio.
Troppo a pezzi per dormire, troppo stanco per stare sveglio.
Mio zio è morto in un sottomarino, era abituato a dormire colla finestra aperta.
Quando dormiamo siamo tutti uguali, morfeonauti inermi nel colorato gorgo, e non conta cosa si sogna, se no saremmo tutti in galera.
Anche dormire è una forma di critica, specialmente a teatro.
Vieni a dormire con me: noi non faremo l'amore, sarà lui a farci.
Il denaro non dorme mai.
I conquistatori perdono l'impero se si addormentano sui sofà.
Il sonno, e tutto quello che induce il sonno ecc., è per se stesso piacevole... Non c'è maggior piacere (né maggior felicità) nella vita, che il non sentirla.
Dormirei meglio se fossi boia, piuttosto che giudice.
Oh benedetto chi ha inventato er letto! Ar monno nun ze dà più bella cosa. Eppoi, ditelo voi che séte sposa. Sia mille e mille vorte benedetto!