La prima condizione della libertà di stampa consiste nel non essere un mestiere.- Karl Kraus
La prima condizione della libertà di stampa consiste nel non essere un mestiere.
Dolorosissimo ritratto del progresso: un leone, abituato alla cattività e restituito alla savana, si mette ad andare su e giù come davanti alle sbarre.
La differenza tra gli psichiatri e gli altri psicopatici è un po' come il rapporto tra follia convessa e follia concava.
Un buon psicologo è capace di farti immedesimare subito nella sua situazione.
Bisognerebbe scrivere ogni volta come si scrivesse per la prima e per l'ultima volta. Dire quanto sarebbe giusto per un congedo e dirlo così bene come per un debutto.
La serietà della vita è il giocattolo degli adulti. Solo che non la si può paragonare a quegli oggetti tanto ricchi di significato che riempiono le stanze dei bambini.
Per raccogliere i beni inestimabili prodotti dalla libertà di stampa, bisogna sapersi sottomettere ai mali inevitabili che essa fa nascere.
Come cominciano le guerre? I diplomatici raccontano bugie ai giornalisti, poi credono a quello che leggono.
Il pettegolezzo diverte solo noi giornalisti: ce la cantiamo e ce la suoniamo.
Un giornalista in buone condizioni di salute fisica e mentale non trova mai belli gli articoli di un altro, neppure se è suo figlio. Anzi, specialmente se è suo figlio.
Giornalismo. Un tempo toglieva uomini alle lettere; oggi il che è più grave ne dà.
Non avere un pensiero e saperlo esprimere: è questo che fa di qualcuno un giornalista.
Consiglio a un giovane cronista: Se vuoi carpire una notizia, di' che già la sai.
Bisogna imparare a stare da soli: senza telefonino, senza computer, senza musica, senza televisione, senza messaggini, senza giornali e riviste, almeno per un'ora o qualche ora al giorno. Imparare a pensare, da soli.
Non sono un giornalista, sono un giornalaio.
Buona parte del giornalismo rock è gente che non sa scrivere, che intervista gente che non sa parlare, per gente che non sa leggere.