Non avere un pensiero e saperlo esprimere: è questo che fa di qualcuno un giornalista.- Karl Kraus
Non avere un pensiero e saperlo esprimere: è questo che fa di qualcuno un giornalista.
L'odio che parla solo attraverso gli sguardi, è sofferenza.
Essere appariscenti vuol dire diventare zimbello degli ubriaconi. Questi, altrimenti derisi, si considerano ancora ragionevoli e superiori di fronte alla eccentricità capelluta.
Chi sa che succede in casa nostra, quando le stanze sono vuote? Certo non potremo sapere se ci sono gli spiriti. Perché proprio nel momento in cui comincia il sapere sono già stati scacciati.
Spesso è necessario riflettere sul perché siamo allegri; ma sappiamo sempre perché siamo tristi.
Un tempo il calzolaio aveva un rapporto personale con i suoi stivali; oggi il poeta non ne ha nessuno con le sue esperienze.
La stampa tiranneggia gli uomini politici, le lettere, le arti, il palcoscenico e persino la vita privata.
La stampa deve diventare sempre più storiografia dell'istante.
La prima condizione della libertà di stampa consiste nel non essere un mestiere.
Improntare il giornale a ottimismo, fiducia e sicurezza nell'avvenire. Eliminare le notizie allarmistiche, pessimistiche e deprimenti.
E' una calunnia che i giornali non stimolino i propri lettori al pensiero. Di certo li portano ai cruciverba.
I giornali sono un brutto vizio. Sono l'equivalente, in campo letterario, delle tavole calde in campo gastronomico.
Un giornale, la Lombardia, parlando delle cose politiche, mi insulta. Che m'importa?
Non sono un giornalista, sono un giornalaio.
Il giornale è un libro diminuito, come il libro è un giornale ampliato.