Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo.- Karl Kraus
Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo.
Il diavolo è un ottimista se pensa di poter peggiorare gli uomini.
Artista è soltanto chi sa fare della soluzione un enigma.
La satira non sceglie né conosce i suoi oggetti. Nasce nella fuga da essi, che le premono addosso.
Una testa perversa può risarcire la donna di tutti i peccati che dieci corpi sani non hanno commesso su di lei.
I propri pensieri non devono essere sempre necessariamente nuovi. Ma è facile che colui che ha un nuovo pensiero lo abbia da un altro.
È l'ultima giornalista che fa inchieste vere, in un momento in cui su tutti i giornali sono state abbandonate. E addirittura stupisce che le possa fare.
I giornalisti scrivono perché non hanno niente da dire, e hanno qualcosa da dire perché scrivono.
La stampa non è l'opinione pubblica.
I giornali arrivavano con tale ritardo che, più che notizie, portavano storia.
Ritengo una delle fortune della mia vita il fatto di non scrivere per i giornali. Le mie tasche ci rimettono, ma la mia coscienza è soddisfatta.
Non invento i miei libri: saccheggio storie dai giornali o ascolto con orecchio attento le vicende degli amici. Da questi spunti poi i miei personaggi emergono da soli, con naturalezza.
Le notizie, se non riportate, non hanno alcun impatto. Tanto valeva che non fossero mai accadute.
Quei bordelli del pensiero che si chiamano giornali.
Vengo dalla scuola di giornalismo di Giovanni Minoli in cui essere bravi e preparati è il punto di partenza.
Una sola frase basterà a descrivere l'uomo moderno: egli fornicava e leggeva i giornali.