I giornali seguono tutti politiche diverse, per cui, come è ovvio, devono dare notizie diverse.- Evelyn Waugh
I giornali seguono tutti politiche diverse, per cui, come è ovvio, devono dare notizie diverse.
I giornali non stampano smentite, è ovvio: diminuisce la fiducia del pubblico nella stampa.
Molti lasciano declinare prematuramente la propria energia vitale e diminuire la capacità produttiva semplicemente per paura della morte. Eliminando tale paura, prolungano di valore la loro esistenza.
È un istinto naturale di ritirarsi davanti all'ignoto.
La puntualità è la virtù dell'annoiato.
Quasi ogni crimine è dovuto al desiderio represso di un'espressione artistica.
La cronaca è letteratura sotto pressione.
Il giornalista può essere fazioso, il giornalismo non lo è mai.
Ormai è consenso comune che il popolo italiano non legge i giornali, li ripassa; ch'egli non sa che farne degli articoli di fondo, poiché gli basta il notiziario.
Osservateli questi uomini in eccesso. Son sempre malati, vomitano la loro bile e chiamano quel vomito: giornale.
Il giornalista non è tanto uno che vien pagato per ciò che scrive, quanto uno che vien pagato per ciò che non scrive.
Non avere un pensiero e saperlo esprimere: è questo che fa di qualcuno un giornalista.
La stampa tiranneggia gli uomini politici, le lettere, le arti, il palcoscenico e persino la vita privata.
I giornali sono un brutto vizio. Sono l'equivalente, in campo letterario, delle tavole calde in campo gastronomico.
La spottizzazione degli spazi minimi all'interno della televisione e dei giornali, indica un cambiamento rispetto a come viene proposta la pubblicità, sempre più massiccia ma al contempo sempre più invisibile, subliminale, quasi ossessiva, onnipresente.
Quei bordelli del pensiero che si chiamano giornali.