Le ultime parole famose vanno bene per quegli idioti che non hanno detto abbastanza in vita.- Karl Marx
Le ultime parole famose vanno bene per quegli idioti che non hanno detto abbastanza in vita.
In linea di principio un facchino differisce da un filosofo meno che un mastino da un levriero. È la divisione del lavoro che ha creato un abisso tra l'uno e l'altro.
La storia di ogni società esistita fino a questo momento, è storia di lotte di classi.
Gli uomini fanno la propria storia, ma non la fanno in modo arbitrario, in circostanze scelte da loro stessi, bensì nelle circostanze che trovano immediatamente davanti a sé, determinate dai fatti e dalle tradizioni.
L'emancipazione politica fu contemporaneamente l'emancipazione della società civile dalla politica, dalla parvenza stessa di un contenuto universale.
Nella società capitalistica si produce tempo libero per una classe mediante la trasformazione in tempo di lavoro di tutto il tempo di vita delle masse.
L'uomo per la parola, e il bue per le corna.
Molte parole non sono mai indizio di molta sapienza.
Le parole giuste al posto giusto, fanno la vera definizione dello stile.
Le parole in determinati momenti possono essere dei fatti.
Le famiglie delle parole assomigliano a quelle degli uomini. Alcune hanno origini illustri, altre hanno perduto il capostipite nella nebbia dei tempi, e c'è sempre la pecora nera che si guasta con le cattive compagnie.
Una parola muore appena detta: dice qualcuno. Io dico che solo in quel momento comincia a vivere.
Credo fermamente che la parola sia non soltanto il mezzo di espressione, ma una parte del pensiero stesso. La parola è il più puro mezzo dell'arte.
Le parole possono ferire o spezzare il cuore, e anche l'anima. Non lasciano lividi, non rompono le ossa; perciò, per chi fa male con le parole non c'è la prigione.
Nessuno, mai, riesce a dare l'esatta misura di ciò che pensa, di ciò che soffre, della necessità che lo incalza, e la parola umana è spesso come un pentolino di latta su cui andiamo battendo melodie da far ballare gli orsi mentre vorremmo intenerire le stelle.
Le parole più belle del mondo non sono "Ti amo" ma "È benigno!".