L'uomo per la parola, e il bue per le corna.- Giovanni Verga
L'uomo per la parola, e il bue per le corna.
Quel ch'è di patto non è d'inganno.
Coll'interesse non c'è amicizia.
Il mare non ha paese nemmen lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole.
A buon cavallo non gli manca sella.
Quando il sole si corica insaccato si aspetta il vento di ponente.
Nessuno, mai, riesce a dare l'esatta misura di ciò che pensa, di ciò che soffre, della necessità che lo incalza, e la parola umana è spesso come un pentolino di latta su cui andiamo battendo melodie da far ballare gli orsi mentre vorremmo intenerire le stelle.
Dio maledica le parole, che mettono in moto cose più grandi di loro, e cose brutte.
Troppo spesso le parole sono state usate, maneggiate, rivoltate, lasciate esposte alla polvere della strada. Le parole che cerchiamo pendono accanto all'albero,: con l'aurora le troviamo, dolci sotto le fronde.
Per avere labbra attraenti, pronuncia parole gentili.
Adoperare parole inusuali è un atto di maleducazione letteraria. Soltanto le difficoltà di pensiero devono essere messe fra i piedi del pubblico.
Certo, le parole non sono azioni; ma qualche volta una buona parola vale quanto una buona azione.
Le parole volano gli scritti anche.
Ammazza più la gola che la spada.
Le parole possono avere un potere enorme, quando sono le parole giuste al momento giusto.
Originariamente le parole erano magie e, ancor oggi, la parola ha conservato molto del suo antico potere magico.