Non ho niente da dire, ma lo devo dire.- Marcello Marchesi
Non ho niente da dire, ma lo devo dire.
I bambini sono un genere voluttuario.
Procediamo con disordine. Il disordine dà qualche speranza. L'ordine nessuna. Niente è più ordinato del vuoto.
L'Italia è una donna di facili costumi.
Non ho fame. Non ho sete. Non ho caldo. Non ho freddo. Non ho sonno. Non mi scappa niente. Come sono infelice.
Tutti gli uomini hanno un prezzo. Per le donne basta un regalo.
Per una oscura legge psicologica, parole e azioni che, prese da sole, sono serie, diventano comiche appena si copiano.
Le parole possono avere un potere enorme, quando sono le parole giuste al momento giusto.
Una parola è un incantamento, una evocazione allucinatoria, non designa una 'cosa', ma la cosa diventa parola.
Le famiglie delle parole assomigliano a quelle degli uomini. Alcune hanno origini illustri, altre hanno perduto il capostipite nella nebbia dei tempi, e c'è sempre la pecora nera che si guasta con le cattive compagnie.
Chi non dice nulla fa fronte a tutto. Una parola che vi sfugga, presa nell'ingranaggio sconosciuto, può trascinarvi interamente sotto non si sa quali ruote.
Le parole sono azioni.
La parola non può cambiare le cose ma almeno ci prova.
L'uomo per la parola, e il bue per le corna.
Molte parole non sono mai indizio di molta sapienza.
A chi l'usa senza conoscerne l'origine, una parola può scoppiare in mano, come una rivoltella maneggiata da un bambino.