Non ho niente da dire, ma lo devo dire.- Marcello Marchesi
Non ho niente da dire, ma lo devo dire.
Mi piacciono tanto i bambini. Specialmente quando piangono. Così li portano via.
Si era talmente applicato agli studi sessuali che vinse una borsa di stupro.
La lussuria non è più un lusso. "La pornografia è un genere letterario". La verginità un vizio assurdo.
Ministro senza portafoglio non teme lo scippo.
Il mondo è fatto a scale, chi è furbo prende l'ascensore.
Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, poiché le parole le immiseriscono le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori.
Dove c'è bisogno delle mani, le parole sono perfettamente inutili.
Una parola è un incantamento, una evocazione allucinatoria, non designa una 'cosa', ma la cosa diventa parola.
Le parole possono essere paragonate ai raggi X, se si usano a dovere, attraversano ogni cosa. Leggi, e ti trapassano.
La parola è un'ala del silenzio.
Perchè tu mi oda le mie parole a volte si assottigliano come le orme dei gabbiani sulle spiagge.
Ognuno dovrebbe rendere le proprie parole soffici e tenere, perché domani potrebbe doverle mangiare.
Certo, le parole non sono azioni; ma qualche volta una buona parola vale quanto una buona azione.
Nessuno, mai, riesce a dare l'esatta misura di ciò che pensa, di ciò che soffre, della necessità che lo incalza, e la parola umana è spesso come un pentolino di latta su cui andiamo battendo melodie da far ballare gli orsi mentre vorremmo intenerire le stelle.
A chi l'usa senza conoscerne l'origine, una parola può scoppiare in mano, come una rivoltella maneggiata da un bambino.