Le parole non sono troppo vecchie, lo sono soltanto gli uomini che usano le stesse parole troppo spesso.- Elias Canetti
Le parole non sono troppo vecchie, lo sono soltanto gli uomini che usano le stesse parole troppo spesso.
La distinzione fra potere e forza è anche evidente in una sfera del tutto diversa: quella della devozione religiosa, nelle sue molteplici sfumature.
Finché può, la massa accoglie in sé ogni cosa; ma proprio perché accoglie ogni cosa, essa si disgrega.
Il comportamento esteriore degli uomini è così equivoco che basta mostrarsi come si è per vivere completamente occultati e sconosciuti.
Gli antichi resoconti di viaggio diventeranno preziosi come le più grandi opere d'arte; perché sacra era la terra sconosciuta, e non può mai più esserlo.
L'uomo ha raccolto tutta la saggezza dei suoi predecessori, e guardate quanto è stupido!
Giova la parola a nascondere il pensiero, ma anche troppo spesso a nasconderne la mancanza.
Si dicono parole che lasciano dietro conseguenze e significati. Si fanno gesti che possono ferire, per volontà espressa o per leggerezza. O per il semplice timore di essere feriti.
Perché le parole d'amore, che sono sempre le stesse, prendono sapore delle labbra da cui escono?
Dove c'è bisogno delle mani, le parole sono perfettamente inutili.
Ammazza più la gola che la spada.
La parola è lo specchio dell'anima, appena un uomo parla, rivela ciò che è.
Le parole non sono mai pazze... è la sintassi che è pazza.
Le parole volano gli scritti anche.
Nell'oscurità le parole pesano il doppio.