Le parole non sono mai pazze... è la sintassi che è pazza.- Roland Barthes
Le parole non sono mai pazze... è la sintassi che è pazza.
Io desidero il mio desiderio, e l'essere amato non è altro che il suo accessorio.
Ciò che la fotografia riproduce all'infinito ha avuto luogo una sola volta: essa ripete meccanicamente ciò che non potrà mai più a ripetersi esistenzialmente.
Solo la montagna, la gola, il passo e il torrente possono accedere al pantheon del viaggio, indubbiamente nella misura in cui sembrano sorreggere una morale dello sforzo e della solitudine.
Lo scrittore deve considerare i suoi vecchi testi quali altri testi, che egli riprende, cita o deforma, come farebbe di una moltitudine di altri segni.
Gli uomini creano spesso mode aberranti per vendicarsi delle donne.
Un gioco di parole è una pistola all'orecchio, non una piuma per solleticare l'intelletto.
Se possiedi le parole, possiedi le cose.
Ammazza più la gola che la spada.
Ogni parola ha il suo odore: c'è un'armonia e disarmonia degli odori e dunque delle parole.
Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, poiché le parole le immiseriscono le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori.
Non ho niente da dire, ma lo devo dire.
Le parole tradiscono il pensiero, ma mi sembra che le parole scritte lo tradiscano ancor di più.
Perché le parole d'amore, che sono sempre le stesse, prendono sapore delle labbra da cui escono?
Ben di rado avviene che le parole affermative e sicure d'una persona autorevole, in qualsivoglia genere, non tingano del loro colore la mente di chi le ascolta.
La parola abbaglia e inganna perché è mimata dal viso, perché la si vede uscire dalle labbra, e le labbra piacciono e gli occhi seducono. Ma le parole nere sulla carta bianca sono l'anima messa a nudo.