Dio maledica le parole, che mettono in moto cose più grandi di loro, e cose brutte.- Claudio Magris
Dio maledica le parole, che mettono in moto cose più grandi di loro, e cose brutte.
I grandissimi da Cristo a Socrate, a Buddha hanno parlato e non hanno scritto.
Forse è questo il peccato originale, essere incapaci di amare e di essere felici, di vivere a fondo il tempo, l'istante, senza smania di bruciarlo, di farlo finire presto.
Ogni valore umano si basa sul superamento della sfera privata.
Ognuno, se guarda entro se stesso, sa bene quali sono stati i limiti delle sue scelte e del suo agire, ma anche quali possibilità erano nelle sue mani e ha perso per sua responsabilità.
Il comunismo ha lasciato pure una grande eredità, non quella delle risposte che ha dato, ma quella delle domande che ha posto.
Adoperare parole inusuali è un atto di maleducazione letteraria. Soltanto le difficoltà di pensiero devono essere messe fra i piedi del pubblico.
Le parole suscitano affetti e sono il mezzo comune con il quale gli uomini si influenzano tra loro. Non sottovaluteremo quindi l'uso delle parole nella psicoterapia.
La parola è un bel dono; ma non rende la ricchezza del nostro interno; è un riflesso smorto e tiepidissimo del sentimento, e sta alla sensazione come un sole dipinto al sole della natura.
Certo, le parole non sono azioni; ma qualche volta una buona parola vale quanto una buona azione.
A chi l'usa senza conoscerne l'origine, una parola può scoppiare in mano, come una rivoltella maneggiata da un bambino.
Le parole più belle del mondo non sono "Ti amo" ma "È benigno!".
Ci sono uomini che usano le parole all'unico scopo di nascondere i loro pensieri.
Le parole non sono troppo vecchie, lo sono soltanto gli uomini che usano le stesse parole troppo spesso.
Il valore delle parole non sta in ciò che racchiudono, ma in ciò che liberano.
Le parole tradiscono il pensiero, ma mi sembra che le parole scritte lo tradiscano ancor di più.