Nelle parole c'è qualcosa d'impudico.- Cesare Pavese
Nelle parole c'è qualcosa d'impudico.
Un padre va sempre aiutato. Bisogna insegnargli che la vita è difficile. Se poi, com'è giusto, tu arrivi dove lui voleva, devi convincerlo che aveva torto e che l'hai fatto per il suo bene.
La bontà che nasce dalla stanchezza di soffrire è un orrore peggio che la sofferenza.
Ogni pensiero è veramente pensato all'istante, il verso fatto della baldanza e diversità della mente in azione, che si vede nell'atto di pensarlo, ed esprime questa sua coscienza. Walt Whitman canta la gioia di scoprire pensieri.
Gli ignoranti saranno sempre ignoranti, perché la forza è nelle mani di chi ha interesse che la gente non capisca, nelle mani del governo, dei neri, dei capitalisti...
Il pessimismo cosmico è una dottrina di consolazione. Molto peggio sta chi credendo all'ambivalenza dell'ordine esistente, riconosce se stesso per inadatto, quindi per condannato a soffrire.
Originariamente le parole erano magie e, ancor oggi, la parola ha conservato molto del suo antico potere magico.
Nell'oscurità le parole pesano il doppio.
Parole. Così innocenti e lievi quando stanno in un dizionario, quanto potenti nel bene e nel male si trasformano nelle mani di chi sa combinarle.
Giova la parola a nascondere il pensiero, ma anche troppo spesso a nasconderne la mancanza.
La parola è un'ala del silenzio.
Ammazza più la gola che la spada.
Le parole non sono mai pazze... è la sintassi che è pazza.
Le parole sono sempre una forza che si cerca fuori di sé.
Per avere labbra attraenti, pronuncia parole gentili.
Le buone parole valgono molto e costano poco.