La morte è una battaglia sempre perduta.- Elias Canetti
La morte è una battaglia sempre perduta.
Quello è intelligente come un giornale. Sa tutto. Ciò che sa cambia ogni giorno.
Le persone su cui facciamo assegnamento, e le persone che fanno assegnamento su di noi, una commedia.
Ha gli occhi spietati di chi è amato sopra ogni cosa.
Se si sapesse di più del futuro, il passato sarebbe ancora più pesante.
Solo i desideri miserevoli, quelli superflui, quelli spudorati, vengono esauditi, mentre i grandi desideri degni di un uomo rimangono inesaudibili.
Se temo la morte vuol dire che la vita mi è ancora vicina, disperata più di me.
È l'inerte che prevale nell'universo e non ciò che vive. Morire è passare dalla parte del più forte.
Chissà se ciò che è chiamato morire è vivere, oppure se vivere è morire.
La morte è spaventosa, ma ancor più spaventosa sarebbe la coscienza di vivere in eterno e di non poter morire mai.
Le moribonde parole dello Incas. Secondo cui la morte arriva per nulla, circonfusa di silenzio, come una tacita, ultima combinazione del pensiero.
La morte ci consuma giorno per giorno, non ci trascina via all'improvviso.
Se mi converto è perché è meglio che muoia un credente che un ateo.
Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre.
Se ci siamo noi la morte non c'è, quando noi non ci siamo più non c'è più neanche la morte.
Rifiutarsi di amare per paura di soffrire è come rifiutarsi di vivere per paura di morire.