Chi ha roba in mare non ha nulla.- Giovanni Verga
Chi ha roba in mare non ha nulla.
Fra suocera e nuora ci si sta in malora.
Carcere, malattie e necessità, si conosce l'amistà.
Quando non c'è più olio il lume si spegne.
Né visita di morto senza riso, né sposalizio senza pianto.
Ascolta i vecchi e non la sbagli.
Sabbia a perdita d'occhio, tra le ultime colline e il mare - il mare - nell'aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord. La spiaggia. E il mare.
Umane sventure certo possono agli umani toccare; e molte sventure ai mortali vengon dal mare e molte poi dalla terra, se il tempo di vita in là si prolunghi.
Sulla riva del mare è scritta la storia della vita che si rinnova di continuo, come le onde che cancellano le impronte sulla sabbia oppure vi lasciano nuovi oggetti venuti da chissà dove.
Al rio sottile, di tra vaghe brume, guarda il bove coi grandi occhi: nel piano che fugge, a un mare sempre più lontano migrano l'acque d'un ceruleo fiume.
Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto: il mare chiama.
Mi sono preso una cotta formidabile. Fra fuochi e chitarre, in riva al mare e dentro un sacco a pelo. Perché tutti, una volta nella vita, abbiamo diritto di credere che le canzoni dell'estate siano state scritte apposta per noi.
Il mare: una tale quantità d'acqua rasenta il ridicolo.
Un sorso di mare in una coppa perde il suo lume non altrimenti che una seta.
Il mare non parlava per frasi ma per versi.
L'oscurità della materia è come la profondità del mare che noi attraversiamo come pesci luminosi.