Le cose lunghe diventano serpi.- Giovanni Verga
Le cose lunghe diventano serpi.
Né visita di morto senza riso, né sposalizio senza pianto.
Avveleniamo la festa della nostra giovinezza esagerando e complicando i piaceri dell'amore sino a farne risultare dei dolori.
Ventre affamato non sente ragione.
Il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole.
Amare la vicina è un gran vantaggio, si vede spesso e non si fa viaggio.
Noi siamo per la pena di morte moderata!
Conoscere la misura di ciò che è abbastanza è la vera ricchezza.
La svolta epocale sarebbe la semplificazione. Il contenimento di una burocrazia asfissiante.
C'è una misura in ogni cosa, tutto sta nel capirlo.
Chiunque ama l'aurea via di mezzo, evita, sicuro, sia lo squallore del vile tugurio sia, frugale, lo splendore della reggia invidiata.
Occorre spegnere la tracotanza ancor più che un incendio.
Più si risparmia, più si spende; più si accumula, più si perde. Chi sa contentarsi non si disonora, chi sa fermarsi non è in pericolo e può durare a lungo.
Non è anziano un tale perché il capo gli è divenuto canuto... ma colui nel quale vi sono verità, giustizia, rispetto della vita, temperanza, e dominio su se stesso, che ha scosso da sé ogni macchia.
Non desidereremmo molte cose con ardore, se conoscessimo perfettamente che cosa desideriamo.
Come al saggio si addice un incedere contegnoso, così gli si addice un eloquio cauto, non avventato.