Lo sfortunato ha i giorni lunghi.- Giovanni Verga
Lo sfortunato ha i giorni lunghi.
Quando non c'è più olio il lume si spegne.
Chi fa credenza senza pegno, perde l'amico, la roba e l'ingegno.
Siamo degli umili fiorellini avezzi alla dolce tutela della stufa, che l'aria libera uccide.
Chi cade nell'acqua è forza che si bagni.
I pesci del mare son destinati a chi se l'ha da mangiare.
Nelle sventure comuni si riconciliano gli animi e si stringono amicizie.
La sorte più misera dà sicurezza: infatti non v'è paura di peggioramento.
Chi macchina sventure per gli altri tende trappole a se stesso.
Poiché nessuno pensa che le sue sventure possano essere attribuite a una sua pochezza, ecco che dovrà individuare un colpevole.
Finché sarai fortunato, conterai molti amici: se ci saranno nubi, sarai solo.
Si preferisce una sfortuna sconosciuta ad una felicità nota.
Quando la fortuna è favorevole non conviene insuperbirsi, né lasciarsi opprimere quando ci volta le spalle.
Le avversità fanno si che alcuni uomini si infrangano; e che altri infrangano dei record.
Se tu abbia un amico, o solo uno che tale si dice, te lo chiarirà la sventura.
Se qualcosa può andare storto, lo farà.