Lo sfortunato ha i giorni lunghi.- Giovanni Verga
Lo sfortunato ha i giorni lunghi.
I poveretti sono come le pecore, vanno sempre con gli occhi chiusi dove vanno gli altri.
Chi fa credenza senza pegno, perde l'amico, la roba e l'ingegno.
Ventre affamato non sente ragione.
Ascolta i vecchi e non la sbagli.
Quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all'anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: 'Roba mia, vientene con me!'.
Tutte le influenze avverse e deprimenti possono essere superate, non con la lotta, ma coll'ergersi sopra di loro.
Il fuoco è la prova dell'oro, la sventura quella dell'uomo forte.
Finché sarai fortunato, conterai molti amici: se ci saranno nubi, sarai solo.
Le famiglie sono un disastro. E le famiglie immortali sono un disastro eterno.
Alla disgrazia uno non si può abituare, mi creda, perché sempre abbiamo l'illusione che quella che stiamo sopportando debba essere l'ultima, sebbene in seguito, con l'andare del tempo, incominciamo a persuaderci - e con quanta tristezza! - che il peggio deve ancora venire.
L'ultimo gradino della cattiva fortuna è il primo alla buona.
Per raggiungere la serenità interiore, è bene non trascurare quel che c'è di favorevole e di buono negli avvenimenti che ci capitano contro la nostra volontà, oscurando e bilanciando il peggio con il meglio.
"Non può succedere qui" è la numero uno nella lista delle ultime parole famose.
L'amicizia diminuisce quando c'è troppa felicità da una parte e troppa sfortuna dall'altra.
La sfortuna è l'incapacità dell'uomo a modificare la propria natura.