La sfortuna è l'incapacità dell'uomo a modificare la propria natura.- Anselmo Bucci
La sfortuna è l'incapacità dell'uomo a modificare la propria natura.
Nulla al mondo è delicato come una foglia che cade.
Dio disse: questo uomo (Adamo) avrà i calzoni; questi calzoni avranno i bottoni. Facciamo la donna perché attacchi i bottoni dei calzoni di Adamo.
Gli uomini sposano non perché vogliono ammogliarsi; ma perché le donne vogliono maritarsi.
Se l'uomo è un verme, io sono un verme solitario.
Vivi notoriamente nascosto.
Non era che un vigliacco e quella era la maggior sfortuna che un uomo potesse avere.
La sfortuna è un marciapiede per il genio, una piscina per il cristiano, un tesoro per l'uomo capace, un abisso per i deboli.
In ogni avversità della sorte la condizione che genera più infelicità è l'essere stati felici.
Consoliamoci nelle sventure con la memoria dei beni nei tempi passati e con la coscienza che non è possibile fare che ciò che è stato non sia stato.
Il rimorso dorme in un periodo prospero, ma si risveglia nelle avversità.
Il più sfortunato di tutti gli uomini è colui che crede di esserlo.
Questi cantanti sfornati da "Amici e "X-Factor" sono ragazzi sfortunati. In loro, nonostante la grande voglia che hanno, non vedo i talenti del domani. Non mi emozionano assolutamente quando li ascolto, né a livello di scrittura delle canzoni, né a livello vocale.
Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male.
Essere felice, questo non è un buon segno, è che la sfortuna ha perso il treno, e arriva con il seguente.
Lo sventurato non bello, e maggiormente se vecchio, potrà esser compatito, ma difficilmente pianto. Così nelle tragedie, ne' poemi, ne' romanzi ec. come nella vita.