La sfortuna è l'incapacità dell'uomo a modificare la propria natura.- Anselmo Bucci
La sfortuna è l'incapacità dell'uomo a modificare la propria natura.
I misantropi sono uomini dotati di buona memoria.
Per chi ha vegliato la notte, anche l'aria purissima dell'alba è avvelenata.
Da noi, chi segue con lo sguardo il volo leggiadro dell'allodola, si precipita sulla doppietta. Conosce l'animale soltanto colui che la stermina.
Le donne sono architette. Cessano di amarti quando non possono più fare progetti.
Nulla al mondo è delicato come una foglia che cade.
Si può fare una cosa a prova di bomba ma non a prova di iella.
Conosco un ciclista di Rovigo così sfortunato che quando stava per battere il record dell'ora di Moser e' scattata l'ora legale.
Penso dunque che agli uomini giovi la sorte avversa più di quella prospera: questa, infatti, mostrandosi lusinghiera, inganna sempre con la parvenza della felicità, l'altra è sempre veritiera, mostrando la sua instabilità e la sua mutevolezza.
Tutte le disavventure non sono che gradini verso la fortuna.
Tutto va male nello stesso tempo.
La vera, unica sfortuna: quella di venire alla luce. Risale all'aggressività, al principio di espansione e di rabbia annidato nelle origini, allo slancio verso il peggio che le squassò.
È cosa disdicevole il lusingare le persone che sono nell'avversità.
Ogni sventura dà poi il piacere di raccontarla.
Sciagurati coloro che, per non essere scellerati, hanno bisogno della religione.
L'opportunità spesso si presenta camuffata in forma di sfortuna o di sconfitta temporanea.