L'ultimo gradino della cattiva fortuna è il primo alla buona.- Carlo Dossi
L'ultimo gradino della cattiva fortuna è il primo alla buona.
Tutto si perdona, fuorché il non aver cuore. Chi non l'ha se l'inventi.
Non scrivo mai il mio nome sui libri che compro se non dopo averli letti, perché allora soltanto posso dirli miei.
Ha bimbi? No, salvo il marito.
Perché, o stolti, far birberie fuor della legge? c'è tanto posto di farne dentro!
Fra gli avvilimenti di un giovane d'ingegno, massimo è quello di andare a scuola e di subire gli esami.
Dovunque tu sia, qualunque siano le circostanze, qualunque sfortuna tu possa aver sofferto, la musica della tua vita non è andata via. È dentro di te, se l'ascolti, puoi suonarla.
Non si è mai sventurati se non per propria colpa.
La sorte più misera dà sicurezza: infatti non v'è paura di peggioramento.
Nell'ateismo non vi è alcuna consolazione. Sfortunatamente, è la visione del mondo più ragionevole.
La dolcezza dei buoni, dei vinti, degli inermi. La dolcezza della malasorte accettata senza reclami.
Sembra che mai nulla si decida ad andare per il verso giusto finché siamo anche soltanto un poco rassegnati.
Non andarti mai a cercare i guai. Se te ne starai seduto tranquillo, nove volte su dieci qualcuno li intercetterà prima che arrivino a te.
La sfortuna generalmente è dovuta a uno sbaglio di calcolo.
Gli amici che nella sfortuna non si dimostrano tali sono amici solo di nome, e non di fatto.
Calamità: Le calamità sono di due tipi: la nostra sfortuna e la fortuna degli altri.