L'ultimo gradino della cattiva fortuna è il primo alla buona.- Carlo Dossi
L'ultimo gradino della cattiva fortuna è il primo alla buona.
L'utopia di un secolo spesso diviene l'idea volgare del secolo seguente.
Il Diavolo ha reso tali servigî alla Chiesa, che io mi meraviglio com'esso non sia ancora stato canonizzato per santo.
Della vita, metà è di desiderio, e metà d'insoddisfazione. La vita è una atroce burletta.
I tormenti della bontà che non può sfogarsi, sono forse peggiori di quelli della malvagità sfogata.
Il prurito dei vecchi, il chiacchierare.
Non si è mai sventurati se non per propria colpa.
Ho avuto sfortuna con le mie due mogli. La prima mi ha lasciato, la seconda... no.
Si preferisce una sfortuna sconosciuta ad una felicità nota.
Una delle più grandi consolazione dello sperimentare qualcosa di spiacevole è la consapevolezza che uno può comunicarlo.
Non si è mai tanto fortunati o sfortunati quanto s'immagina.
Non esisteva spettacolo più triste sul quale sorgere che quello di un uomo di buone qualità e buoni sentimenti, incapace di indirizzarli, incapace di aiutarsi e di rendersi felice, un uomo sensibile, succube della propria sorte avversa e rassegnato a farsi da essa divorare.
Non è felice quello a cui la fortuna non può dare di più, ma quello al quale non può togliere nulla.
La sfortuna non può consolarsi che con la sfortuna degli altri.
Chiunque sia colui che la sfortuna va cercando, lo trova facilmente.
Bisogna seminare anche dopo un cattivo raccolto.